La maledizione del polpaccio: Vlahovic fermo tre settimane, Perin scampa al peggio

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La corsa scudetto della Juventus, o quel che ne resta in una stagione già costellata da montagne russe emotive e risultati altalenanti, si scontra con l’ennesimo, sfortunato capitolo dedicato all’infermeria. Dusan Vlahovic, il centravanti serbo su cui i bianconeri avevano riposto gran parte delle speranze di concretezza sotto porta, dovrà osservare un periodo di stop di almeno venti-trenta giorni. A comunicarlo, seppur con il consueto linguaggio asettico della medicina sportiva, è stato il J|Medical al termine degli accertamenti effettuati nella mattinata di oggi: “lesione di basso grado del soleo” il verdetto, un muscolo profondo del polpaccio sinistro la cui natura delicata impone protocolli di recupero tutt’altro che sbrigativi.

Il danno, occorso durante il riscaldamento che precedeva la ripresa del secondo tempo della gara vinta contro il Genoa, assume contorni ben più preoccupanti se si considera la storia clinica recente dell’attaccante. Lui, reduce da un ben più grave infortunio agli adduttori – una lesione che lo aveva tenuto lontano dai campi per quattro lunghi mesi, richiedendo persino un intervento chirurgico – si ritrova ora a fare i conti con un nuovo stop muscolare. Una sorta di beffa, se vogliamo, che lo costringerà a saltare le prossime cinque o sei partite di campionato, fino a ridosso della fase finale. Luciano Spalletti, che lo aveva convocato con grandi aspettative in nazionale, deve già rassegnarsi all’idea di farne a menu per le prossime soste: l’azzurro rischia di perdere il suo centravanti di riferimento fino quasi al termine della stagione dei club.

Mattinata di controlli, Perin esce indenne (ma con un brivido)

Non solo Vlahovic, però, ha fatto tremare i tifosi al J|Medical. La mattinata di esami diagnostici ha riguardato anche Mattia Perin, il portiere sostituito all’intervallo del match dell’Allianz Stadium al posto del quale era entrato Michele Di Gregorio. Proprio il numero uno di riserva, va ricordato, si è reso protagonista di una prodezza decisiva parando un rigore ad Aron Martin, ma il motivo della sostituzione riguardava un fastidio muscolare accusato dal diretto interessato nel corso del primo tempo. Per sua fortuna, Perin non ha riportato alcuna lesione: gli accertamenti hanno escluso danni strutturali ai tessuti, scongiurando così un altro lungo stop che avrebbe ridotto ulteriormente le opzioni di Massimiliano Allegri tra i pali.

Un muscolo che non perdona: il soleo, il tallone d’Achille dei calciatori

La lesione di basso grado del soleo, va spiegato, non è un infortunio banale. Si tratta di un muscolo profondo che lavora in sinergia con il gemello per la flessione plantare della caviglia, ed è cruciale nella spinta e nello scatto. La sua natura richiede tempi di recupero che raramente scendono sotto le tre settimane, anche nei casi considerati lievi; a maggior ragione per un giocatore come Vlahovic, il cui fisico possente e le cui accelerazioni ripetute mettono a dura prova i muscoli posteriori della gamba. La nota diffusa dalla Juventus parla di “accertamenti diagnostici” che hanno evidenziato il problema, verificatosi “nel corso del riscaldamento effettuato durante il secondo tempo”. Un dettaglio, quest’ultimo, che lascia intendere come il guaio sia maturato senza nemmeno un contrasto o una torsione violenta, bensì nel momento della preparazione atletica a bordocampo.

L’ombra dei quattro mesi: quel precedente che pesa come un macigno

Non si può, nell’analizzare l’ennesimo stop del serbo, prescindere dal lungo calvario affrontato tra novembre e marzo. Quella lesione agli adduttori, ben più grave, lo aveva costretto a un intervento chirurgico e a un’assenza di quattro mesi che ne aveva compromesso la continuità di rendimento. Il rientro, faticoso e graduale, non aveva ancora restituito il Vlahovic dei tempi migliori. Ora, questa nuova lesione muscolare – seppur di entità minore – riaccende tutte le sirene sul piano della tenuta atletica del giocatore. La Juventus, dal canto suo, dovrà gestire la fase di recupero senza fretta, ben sapendo che un eventuale passo falso nel carico di lavoro potrebbe trasformare una lesione lieve in un problema cronico. Per Allegri, che già deve fare i conti con un reparto offensivo dalle rotazioni ridotte all’osso, l’assenza del suo centravanti più rappresentativo rappresenta un rompicapo tattico non indifferente.

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