Scontri a Milano, identificato a scuola un bambino di 11 anni

Scontri a Milano, identificato a scuola un bambino di 11 anni
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Redazione Interno Redazione Interno   -   I carabinieri hanno identificato un bambino di 11 anni tra le persone riprese durante i saccheggi e gli scontri avvenuti nel centro di Milano nello scorso fine settimana. Il ragazzino, italiano e residente alla Barona, nella periferia sud-occidentale della città, è stato rintracciato nella sua scuola. Le immagini circolate sui social network hanno contribuito agli accertamenti sui disordini, che hanno coinvolto anche altri minorenni.

Le immagini dei saccheggi e l’identificazione a scuola

Il bambino frequenta la seconda media e sarebbe entrato domenica nel negozio di abbigliamento Fusaro, durante le incursioni nelle attività commerciali del centro. In un filmato pubblicato su Instagram si vede una figura vestita di scuro, con il volto coperto da un passamontagna, uscire dall’esercizio con diverse cinture. Altre immagini lo mostrerebbero vicino a un cestino incendiato durante gli incidenti. La diffusione dei video ha portato l’attenzione anche sull’età di chi compare nelle scene di devastazione, distinguendo il caso del giovanissimo identificato dagli episodi attribuiti a persone più grandi.

Gli accertamenti hanno riguardato anche un sedicenne rintracciato a Desio, in Brianza. Il ragazzo sarebbe stato ripreso sabato con un cappello dell’Arma dei carabinieri in testa. Nei suoi confronti vengono contestati i reati di devastazione, saccheggio, furto e vilipendio delle Forze armate. Le contestazioni relative al secondo minorenne si inseriscono nell’attività investigativa sui comportamenti documentati durante le giornate di tensione, mentre l’episodio attribuito al bambino riguarda l’ingresso nel punto vendita e l’uscita con merce che sarebbe stata sottratta.

Le proteste contro il caro vita e gli interventi del governo

I disordini si sono verificati durante manifestazioni segnate dal malcontento per l’aumento del costo della vita e per i problemi legati ai servizi pubblici. In diverse fasi, le proteste sono degenerate in scontri con le forze dell’ordine, danneggiamenti e incendi, oltre che in saccheggi di negozi. La presenza di adolescenti tra le persone coinvolte ha assunto rilievo nel dibattito sulle responsabilità penali dei minorenni e sulle misure da adottare per prevenire episodi di violenza. Il governo ha collegato a questa situazione la necessità di rafforzare gli strumenti per tutelare l’ordine pubblico durante cortei e manifestazioni.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il 20 ottobre 2026 un nuovo decreto sicurezza che introduce il reato di partecipazione violenta a una manifestazione e amplia alcuni strumenti utilizzabili per identificare i responsabili. Tra gli interventi annunciati figurano anche misure riguardanti il fermo preventivo dei minorenni e la risposta alle condotte violente durante i cortei. Il provvedimento ha aperto un confronto sulle modalità con cui contrastare i disordini senza comprimere il diritto di manifestare. Il governo considera le nuove disposizioni necessarie per la sicurezza pubblica, mentre le opposizioni ne contestano l’efficacia e chiedono un cambiamento nella gestione del problema.

Le critiche delle associazioni alle nuove norme

Le associazioni e il gruppo di legali di Hub for Defenders hanno espresso forte preoccupazione per le misure sulla sicurezza pubblica e sul contrasto alla criminalità minorile. Le critiche riguardano l’introduzione di nuove fattispecie penali, l’inasprimento delle pene per le condotte commesse durante le manifestazioni e l’estensione degli strumenti di prevenzione e coercizione. Secondo le organizzazioni, queste disposizioni rischiano di restringere ulteriormente lo spazio civico e di scoraggiare la partecipazione alla vita pubblica.

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