Saccheggi a Milano, identificato un bambino di 11 anni: cosa emerge
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Redazione Interno
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I carabinieri hanno identificato due minorenni nell'ambito delle indagini sui saccheggi e le devastazioni avvenuti a Milano durante il fine settimana del 17 e 18 ottobre. Il più giovane ha appena 11 anni e frequenta la seconda media; il secondo è un ragazzo di 16 anni rintracciato a Desio, in Brianza. Gli accertamenti riguardano gli episodi di violenza verificatisi nel centro cittadino, con particolare riferimento a piazza Duomo e alle vie circostanti. L'identificazione del bambino è avvenuta all'interno della sua scuola, nel quartiere Barona, nella periferia sud-occidentale del capoluogo lombardo.
Il video su TikTok e le immagini dei saccheggi
Il bambino era comparso in diversi filmati diffusi sui social, diventati rapidamente virali dopo gli incidenti. In alcune immagini indossa abiti scuri e un passamontagna; in altre viene ripreso mentre esce da un negozio di vestiti in via Dante con capi e cinture che sarebbero stati appena sottratti. Altri video lo mostrano vicino a un cestino incendiato durante i disordini. Le sequenze hanno attirato l'attenzione anche per l'età apparente del ragazzo: in una registrazione girata domenica pomeriggio in largo Cairoli, una voce fuori campo commenta proprio la sua giovane età mentre lui si avvicina alla persona che lo sta filmando con uno smartphone.
Il profilo emerso dagli accertamenti è quello di un bambino italiano che vive con la famiglia alla Barona e frequenta la scuola secondaria di primo grado. La sua presenza nelle registrazioni mostra quanto i filmati realizzati durante gli scontri possano diventare elementi utili per ricostruire i comportamenti delle persone coinvolte. L'identificazione, avvenuta a scuola, rientra nelle verifiche condotte dai carabinieri dopo le devastazioni del fine settimana. L'età del minore ha anche una conseguenza giuridica precisa: a 11 anni non è imputabile penalmente secondo la normativa italiana.
Il decreto sicurezza approvato dopo gli scontri
Il 20 ottobre il Consiglio dei ministri presieduto da Giorgia Meloni ha approvato un decreto-legge con nuove disposizioni sulla sicurezza pubblica e sul contrasto alla criminalità minorile. Il provvedimento è arrivato dopo le violenze nel centro di Milano e introduce misure che riguardano la partecipazione a manifestazioni caratterizzate da condotte violente, le conseguenze economiche dei danneggiamenti e gli strumenti a disposizione delle forze dell'ordine. Per la partecipazione violenta a una manifestazione, quando ricorrono le condizioni previste dalla norma, sono contemplate pene fino a cinque anni di reclusione e una multa massima di 20.000 euro. Le sanzioni possono aumentare in presenza di aggravanti, tra cui il volto coperto o il ferimento di persone.
Tra le disposizioni figura anche la responsabilità economica dei genitori per i danni provocati dai figli minorenni, oltre a nuovi poteri di intervento preventivo nei confronti di ragazzi tra i 14 e i 17 anni quando emergano elementi che indichino un pericolo. Il decreto interviene quindi su strumenti di prevenzione e responsabilità, ma non rende penalmente imputabile un bambino di 11 anni: la soglia di età prevista dall'ordinamento resta un elemento distinto rispetto alle misure rivolte agli adolescenti. La distinzione è centrale per comprendere le implicazioni del caso, perché l'identificazione di un minore non equivale automaticamente alla possibilità di sottoporlo a un procedimento penale.
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