Saccheggi a Milano, parlano i genitori del ragazzino: «Ha sbagliato»

Saccheggi a Milano, parlano i genitori del ragazzino: «Ha sbagliato»
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   I genitori del ragazzino che ha preso parte ai saccheggi nel centro di Milano tra il 17 e il 18 ottobre hanno aperto la porta di casa alla troupe del Tg1, nel quartiere Barona, e hanno ammesso che il figlio «ha sbagliato», aggiungendo che il ragazzo giura di non aver rubato nulla. Il minorenne è diventato virale sui social per i video che lo mostrano mentre esce da un negozio devastato con degli abiti firmati, ed è il più piccolo tra quanti sono stati identificati dopo i disordini. Davanti alle telecamere la madre ha svuotato l'armadio del figlio.

Le parole dei genitori davanti alle telecamere

La donna singhiozza e ripete «Ha sbagliato, ha sbagliato», ma parla soltanto arabo, e a tradurre ogni frase è il marito, che si esprime con un italiano stentato. Secondo il padre il ragazzino «è un bambino che si è trovato in mezzo a qualcosa di più grande di lui» e ha seguito «un gruppo di ragazzi che non conosceva». Nella versione dei genitori, dunque, il figlio è stato coinvolto dagli amici in una situazione che la sua età non gli permetteva di valutare, e non sarebbe stato lui a portare via la merce dai negozi.

Il bambino, raccontano ancora, è spaventato e non fa che piangere da quando le immagini hanno iniziato a circolare. Per questo, spiegano, non esce più di casa da solo: sa di aver commesso un errore e, dicono i familiari, ne è consapevole.

Una famiglia arrivata dal Marocco tre anni fa

La coppia vive a Milano da tre anni, dopo essersi trasferita dal Marocco, e ha quattro figli. Il padre, 46 anni, fino a pochi mesi fa lavorava nel settore ortofrutticolo, ma ora è a casa a causa di un intervento chirurgico che ha dovuto affrontare. La moglie, di 42 anni, lavora come domestica e contribuisce in questo modo al sostentamento della famiglia, mentre il marito resta in casa durante la convalescenza.

Nel popoloso quartiere della Barona, dove abita la famiglia, alcuni residenti descrivono il ragazzino in modo molto diverso da come lo raccontano i genitori: lo definiscono «uno che picchia» e un «provocatore». Sono giudizi che i vicini attribuiscono al suo comportamento prima dei fatti di ottobre e che si aggiungono ai video diffusi online.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.