Scontri a Barcellona, un centinaio di arresti tra saccheggi e incendi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il centro di Barcellona ha vissuto sabato 24 ottobre una notte di disordini, con barricate in fiamme, negozi saccheggiati e scontri tra gruppi di giovani e polizia, che si sono chiusi con un centinaio di arresti, circa un quarto dei quali riguarda minorenni. Gli incidenti sono cominciati a fine pomeriggio nei dintorni di piazza Catalogna, nel punto in cui si era dato appuntamento il raduno rilanciato sui social network.

Una convocazione online sul modello delle proteste francesi

L'appuntamento era stato diffuso in rete con lo slogan «Instituts Indignats» e puntava a portare a Barcellona il movimento giovanile «Lycéens Indignés», legato alle proteste studentesche che hanno scosso la Francia nelle ultime settimane. Alla convocazione non era associato alcun organizzatore identificato, e la manifestazione non risultava autorizzata, circostanza che ha reso difficile prevederne le dimensioni prima che la piazza si riempisse.

Hanno risposto centinaia di giovani, molti dei quali vestiti di nero e incappucciati. Gli scontri si sono concentrati attorno a Plaça de Catalunya e lungo le strade dello shopping, dove diversi gruppi hanno sfondato vetrine, portato via merce e dato fuoco al mobilio urbano, trasformando la protesta in una serata di violenze che ha costretto gli agenti a intervenire in più punti del centro.

L'assalto a PcComponentes e il bilancio dei danni

Tra gli episodi più documentati c'è l'assalto al negozio di informatica PcComponentes, in calle Balmes 7, all'angolo con Ronda Universitat. Secondo El País, gruppi di manifestanti incappucciati hanno fatto irruzione nel locale e lo hanno saccheggiato ripetutamente, prima che i Mossos d'Esquadra, la polizia catalana, riuscissero a bloccarne l'accesso. Le immagini mostrano vetrine distrutte, telefoni cellulari rubati e persone che entrano ed escono con scatole di prodotti elettronici.

Il bilancio provvisorio della serata parla di circa 14 attività commerciali vandalizzate. Sono state danneggiate anche pensiline degli autobus, cestini dei rifiuti e almeno un semaforo, mentre numerose moto e biciclette sono state abbattute lungo le strade o date alle fiamme durante il passaggio dei gruppi più violenti.

Le condanne delle istituzioni

Il sindaco Jaume Collboni e la consigliera catalana all'Interno, Núria Parlon, hanno condannato quanto accaduto, prendendo le distanze dalle recenti manifestazioni pacifiche e accostando i disordini a quelli avvenuti a Parigi e in altre città europee. Il Comune di Barcellona ha inoltre annunciato che prenderà parte ai procedimenti giudiziari aperti dopo gli arresti.

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