Saccheggi a Milano, i genitori del ragazzino: «Ha sbagliato, non esce più»
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Redazione Interno
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Un ragazzino poco più che bambino, residente nel quartiere Barona di Milano, è tra i minorenni coinvolti nei saccheggi che nel fine settimana del 17 e 18 ottobre hanno trasformato le vie centrali della città in uno scenario di guerriglia. I genitori hanno riconosciuto l'errore del figlio davanti alle telecamere: «Era con la mamma, ha trovato dei ragazzi ed è andato con loro. Ha sbagliato, non esce più». Le immagini di vetrine sfondate, violenze, arresti e oggetti dati alle fiamme, arrivate sulla scia di quanto sta accadendo in Francia, hanno lasciato sgomenti molti milanesi.
Le versioni dei genitori davanti alle telecamere del Tg1
Le telecamere del Tg1 sono entrate nell'abitazione di famiglia, dove i genitori hanno ammesso gli sbagli del ragazzino precisando che si sarebbe lasciato trascinare dagli amici, in una situazione ben più grande del giudizio che si può avere a quell'età. Il padre ha ricordato che nel video circolato in rete il figlio compare con alcune cinture sulle spalle, ma ha aggiunto che il ragazzino ha giurato di non aver rubato nulla. A sostegno di questa versione la madre ha svuotato un armadio davanti all'obiettivo, per mostrare che in casa non era stato portato nulla di quanto sottratto nei negozi.
Il sedicenne del cappello rubato al carabiniere
Tra i protagonisti dei disordini c'è anche un sedicenne originario del Marocco, residente in città, identificato dai carabinieri dopo la diffusione sui social di un video girato sabato in piazza Duomo. Nelle immagini il giovane balla con in testa il cappello d'ordinanza sottratto a un militare durante gli scontri e fa il gesto delle corna. Il caso ha alimentato una polemica che si è concentrata sul tema dell'educazione dei più giovani, mentre per Milano la vicenda ha rappresentato una pubblicità negativa di cui la città avrebbe fatto volentieri a meno.
Il richiamo dell'Ucsi sulla tutela dei minori
L'Unione cattolica stampa italiana ha richiamato i giornalisti alle regole deontologiche, sostenendo che il diritto di cronaca non cancella il dovere di proteggere i minori. Nel suo intervento l'Ucsi ricorda come durante i corsi di formazione e gli incontri dedicati alla professione si citino con solennità le Carte professionali, salvo poi vedere quegli stessi principi dimenticati di fronte alla cronaca. Per l'associazione, i disordini del fine settimana milanese rappresentano una lezione che non può essere ignorata.
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