Brescia e Trapani nel caos dei crediti d’imposta: udienza fissata al 29 maggio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Giorni decisivi per il Brescia, che rischia di vedersi sfumare la salvezza in Serie B a causa del deferimento da parte della Procura Federale. La società, guidata da Massimo Cellino, ha scelto di non presentarsi personalmente davanti agli inquirenti, optando per una memoria difensiva redatta dai propri avvocati. Una mossa che, come era prevedibile, non ha sortito l’effetto sperato, accelerando anzi i tempi del procedimento.
La questione ruota attorno all’utilizzo di crediti d’imposta mai esistiti, forniti dal Gruppo Alfieri SPV Srl, legato al 25enne Gianluca Alfieri, oggi irreperibile. La stessa contestazione coinvolge anche il Trapani, il cui presidente Valerio Antonini dovrà rispondere davanti al Tribunale Federale Nazionale nella stessa udienza fissata per il 29 maggio.
Gli avvocati del Brescia, pur riconoscendo l’inevitabilità di una penalizzazione, hanno tentato una difesa aggrappandosi a un dettaglio temporale: la presunta truffa risalirebbe a febbraio, e dunque la sanzione – se applicata – dovrebbe riguardare la prossima stagione, salvando così la categoria. Una richiesta che, però, difficilmente verrà accolta, dato l’indirizzo rigido della giustizia sportiva, intenzionata a chiudere rapidamente il caso.
Intanto, l’Avellino – potenzialmente favorito da un eventuale declassamento delle rondinelle – osserva dalla finestra, mentre il caos si allarga anche alla Serie C, dove il Trapani rischia pesanti ripercussioni. La linea dura della Figc, del resto, non ammette sconti: sia per i club che per i loro dirigenti, accusati di violazioni amministrative.




