Sampdoria-Avellino 2-1, i lupi si fermano dopo il tris: la difesa resta il cruccio
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Redazione Sport
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La corsa dell’Avellino, che aveva inanellato tre vittorie consecutive trascinato da un entusiasmo palpabile, si arresta sul campo del “Ferraris”. A firmare l’interruzione della striscia positiva è una Sampdoria che, pur senza brillare per continuità di gioco, ha saputo sfruttare i momenti chiave di una gara che si era incanalata su un binario di sostanziale equilibrio. Il risultato finale di 2-1, maturato nella trentaduesima giornata del campionato di Serie B, consegna agli irpini l’amaro boccone di una sconfitta che impone una riflessione, specie su quelle fragilità difensive emerse con chiarezza nella fase calda del secondo tempo. Se il primo tempo era stato un confronto quasi “congelato” dalla tensione, dove la paura di sbagliare aveva prevalso sull’estro, la ripresa ha raccontato una storia diversa: qui la Samp, trascinata dalla verve di un Pierini letteralmente scatenato, ha trovato la forza per abbattere un Avellino che fino a quel momento sembrava aver preso in mano le redini del gioco.
L’episodio che sblocca e la gestione che tradisce
La partita, per larghi tratti, è stata un racconto fatto di equilibrismi tattici e di episodi. L’Avellino, dopo un avvio dove i padroni di casa avevano spinto di più, era riuscito a riequilibrare la gara, arrivando persino a sfiorare il vantaggio. Tuttavia, è stato il VAR a rompere un primo possibile equilibrio, revocando un rigore che avrebbe potuto cambiare la sceneggiatura. Poco dopo, al settantaduesimo, è arrivato il colpo di grazia: Brunori, con una giocata d’invenzione, ha sbloccato il match portando in vantaggio i blucerchiati. Da quel momento, la gestione della gara da parte degli irpini – che fino ad allora era parsa metodica – è entrata in crisi. A nulla è servito il successivo ingresso di Biasci, che ha messo la firma sul momentaneo raddoppio (poi accorciato dai lupi senza però riuscire a completare la rimonta), dimostrando come i cambi operati dall’allenatore Ballardini non abbiano sortito l’effetto sperato per arginare la furia locale.
Pagelle: un centrocampo che regge e una difesa da rivedere
Analizzando le singole prestazioni, emerge un quadro chiaro delle difficoltà attuali. Tra i pali, Daffara si ritrova a incassare altri due gol, lui che avrebbe voluto festeggiare in ben altro modo la prima convocazione in Under-21; una doccia fredda che non ne offusca però la crescita personale. In difesa, il reparto appare il vero tallone d’Achille: si salva Sala, e il suo voto positivo è legato esclusivamente alla giocata che ha confezionato l’assist per Biasci, ma per il resto c’è molto da rivedere in termini di tenuta e attenzione. A centrocampo, invece, si registra una resa diversa. Se Besaggio ha faticato a trovare la giusta posizione e a incidere, Palmiero e Sounas hanno sopperito con la generosità, dando tutto nonostante il calendario avesse imposto tre partite ravvicinate che hanno messo a dura prova le energie. Davanti, il reparto offensivo ha vissuto una serata storta: Russo ha corso molto ma a vuoto, mentre Pandolfi è rimasto sostanzialmente estraneo alla manovra, senza riuscire a toccare un pallone in modo significativo.
L’assenza di lucidità nella fase calda
Dal punto di vista della cronaca, il match ha offerto spunti interessanti riguardo l’approccio mentale delle due squadre. La Sampdoria, spinta dal suo pubblico, ha costruito le occasioni più pericolose nella prima frazione, salvo poi subire la reazione degli ospiti che, con il passare dei minuti, avevano preso coraggio. L’intervallo è arrivato sullo zero a zero, ma il quadro tattico già lasciava presagire una ripresa di fuoco. Nella seconda metà di gara, la squadra di Lombardo si è dimostrata più coraggiosa e determinata; Pierini, in particolare, ha fatto ciò che voleva sulla fascia, diventando il terminale impazzito per la retroguardia avversaria. Per l’Avellino, ora, la sosta per le Nazionali arriva quasi come un’ancora di salvezza per ricaricare le pile e rivedere quei meccanismi che, dopo tre successi di fila, hanno mostrato improvvisamente delle crepe.




