Roma, sfregiato al volto per un debito di droga: tre arresti a Centocelle
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Redazione Interno
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Un debito di droga non saldato, una spedizione punitiva consumata in un appartamento di Centocelle e uno sfregio permanente al volto. Su questo quadro si è concentrata l’indagine della Squadra mobile di Roma, coordinata dalla Procura capitolina – Dipartimento criminalità diffusa e grave, che ha portato all’esecuzione di tre misure cautelari in carcere.
L’aggressione del 6 luglio e le indagini
L’episodio cardine risale al 6 luglio scorso, quando un uomo è stato aggredito nella propria abitazione nel quartiere Centocelle, nella periferia est della Capitale. La vittima ha riportato una ferita da arma da taglio che ha provocato uno sfregio permanente al volto.
Le prime fasi investigative sono risultate complesse a causa del comportamento reticente dello stesso ferito che, in due accessi alla stessa struttura sanitaria nell’arco della giornata, ha prima omesso le proprie generalità per poi fornire versioni discordanti sull’accaduto.
A restituire agli investigatori i primi tasselli è stata la visione delle immagini di videosorveglianza, incrociata con l’analisi delle utenze telefoniche e delle celle agganciate nella zona interessata dall’aggressione. L’attività tecnica, protrattasi per circa un mese dall’episodio originario, ha consentito di delineare il contesto in cui maturato il fatto.
La filiera dei debiti e l’effetto domino
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il movente risiede in un debito di droga da 15mila euro non saldato dalla vittima nei confronti di uno degli indagati. A sua volta, questa insolvenza impediva al pusher di saldare il proprio debito verso altri due fornitori. Per punire il mancato pagamento e soddisfare i propri creditori, l’aggressore si è fatto affiancare proprio dai suoi due creditori per compiere il raid violento nell’appartamento.
Uno degli arrestati si sarebbe vantato al telefono della brutalità dell’azione: «J’avemo fatto mette 170 punti a quell’infame». Nel corso delle comunicazioni intercettate, lo stesso avrebbe rivendicato il controllo del territorio con l’espressione «A Roma de sto periodo chi fa i danni semo solo noi».
Il secondo episodio e le misure cautelari
Dalle evidenze investigative è emerso come, a circa un mese di distanza dal ferimento di luglio, l’autore dello sfregio abbia posto in essere un’ulteriore azione intimidatoria, attraverso minacce telefoniche, nei confronti di un altro debitore. L’obiettivo era sempre il recupero di somme funzionali al saldo del debito vantato nei confronti dei due complici. Per avvalorare il timore indotto nelle vittime, l’indagato avrebbe ostentato pregressi episodi di violenza commessi nei confronti di terzi sempre per debiti non onorati.
Il quadro indiziario raccolto ha convinto il Giudice per le indagini preliminari a disporre la custodia cautelare in carcere per tutti e tre gli indagati, gravemente indiziati a vario titolo e in concorso tra loro dei reati di lesioni personali aggravate dallo sfregio permanente del volto e tentata estorsione aggravata. Gli arrestati sono Tiziano Martelli, 38 anni, Alessandro Riccardi, 49 anni, e Mirko Ruggeri, 51 anni. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari.
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