Calendario scolastico 2026/2027, pochi ponti e la nuova festa di san Francesco (che cade di domenica)
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Redazione Interno
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Mentre l’anno in corso volge al termine, la macchina organizzativa delle singole Regioni ha già messo a punto i cronoprogrammi per il prossimo ciclo di lezioni, offrendo a studenti e famiglie un quadro piuttosto chiaro di quel che li attende a partire dal prossimo settembre. Il calendario scolastico 2026/2027, infatti, si presenta con una fisionomia ben definita sebbene disseminata di insidie per chi sperava di accumulare giorni di riposo prolungati; la pianificazione delle vacanze, quest’anno, dovrà fare i conti con una sequenza di ricorrenze che cadranno prevalentemente di domenica, vanificando di fatto la possibilità di creare quei cosiddetti "ponti" che tanto piacciono a chi ama organizzare viaggi o semplicemente staccare la spina.
La nuova festività di san Francesco e i numeri sfavorevoli del 2026
La principale novità, sulla quale si è molto discusso nelle settimane scorse, riguarda l’introduzione ufficiale del 4 ottobre come giorno festivo a livello nazionale, data dedicata a san Francesco d’Assisi che da quest’anno entra ufficialmente nel novero delle ricorrenze riconosciute. Tuttavia, ed è qui che risiede l’inghippo per il 2026, il patrono d’Italia verrà celebrato di domenica; una circostanza, quest’ultima, che ne annulla completamente l’effetto benefico sul calendario lavorativo, dal momento che non si traduce in un giorno di riposo aggiuntivo durante la settimana. A questa beffa si aggiunge quella relativa al 1° novembre, Ognissanti, che cadrà anch’esso di domenica, così come il 25 aprile, festa della Liberazione, lasciando i banchi di scuola vuoti solo nei fine settimana senza creare quelle tanto agognate interruzioni didattiche infrasettimanali.
Date di inizio e fine lezioni, il caso della Sardegna
Per quanto riguarda le date effettive di apertura e chiusura delle scuole, queste variano leggermente da un territorio all’altro, sebbene la maggior parte delle amministrazioni abbia scelto di concentrare il rientro intorno alla metà del mese di settembre. Prendendo come esempio la Sardegna, le cui disposizioni sono già state definitive, le lezioni prenderanno il via il 15 settembre 2026 per concludersi l’8 giugno 2027, salvo diversa indicazione per la scuola dell’infanzia che protrarrà la propria attività fino al 30 giugno. Le vacanze natalizie, per chi frequenta l’isola, sono state fissate dal 23 dicembre al 6 gennaio, mentre la pausa pasquale occuperà l’ultima settimana di marzo, dal 25 al 30, offrendo agli studenti una breve boccata d’ossigeno in primavera. Un’analoga suddivisione dei periodi di sospensione delle lezioni viene rispettata anche in altre regioni come il Lazio o la Toscana, dove il termine delle lezioni slitta invece al 10 giugno.
I pochi ponti disponibili e le finestre per viaggiare
Chiudendo il discorso sui cosiddetti "ponti", il quadro che ne emerge è decisamente avaro per studenti e personale Ata. Analizzando le singole ricorrenze, si scopre che i giorni festivi caduti di martedì offriranno l’unica vera opportunità di fuga, a patto di sacrificare il lunedì precedente. Un esempio concreto è fornito dal ponte dell’Immacolata: l’8 dicembre 2026 cade di martedì, pertanto chiuderà le scuole anche lunedì 7, dando vita a un finesettimana lungo quattro giorni, dal sabato al martedì. Per il resto, però, le occasioni sono davvero contate: il 2 giugno, festa della Repubblica, cadrà di mercoledì, mentre il 1° maggio sarà sabato, riducendo ulteriormente il numero di stop forzati rispetto agli anni passati. Le festività che cadono di domenica, come appunto il 4 ottobre, il 1° novembre e la stessa Pasqua (che pur essendo mobile cade sempre di domenica), non creeranno dunque alcun ponte aggiuntivo, lasciando il calendario scolastico quasi intatto per l’intera durata dell’anno.




