Genova ricorda le vittime del ponte Morandi, i familiari: «Nessuna polemica, ma attenzione alla sicurezza»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A sette anni dal crollo del ponte Morandi, che il 14 agosto 2018 provocò la morte di 43 persone, Genova si è fermata per ricordare. I familiari delle vittime, pur sottolineando che avrebbero apprezzato una presenza più numerosa di rappresentanti del governo, hanno scelto di non trasformare la commemorazione in una polemica politica. «Siamo equidistanti», hanno spiegato, «e abbiamo sempre collaborato con tutti gli esecutivi che si sono succeduti in questi anni. Quello che chiediamo è attenzione: non solo da parte di chi governa, ma da tutti i partiti in Parlamento, perché la sicurezza sia una priorità assoluta».

Marco Bucci, ex sindaco della città e oggi presidente della Regione Liguria, ha partecipato alla cerimonia con un discorso carico di emozione. «Genova e la Liguria non dimenticheranno mai», ha detto, ribadendo che il ricordo non deve limitarsi a un giorno, ma «essere parte di tutto ciò che facciamo». Per Bucci, che per la prima volta ha preso parte all’evento senza la fascia tricolore, l’impegno per garantire infrastrutture sicure e una migliore qualità della vita resta centrale.

Emanuela Possetti, portavoce del comitato delle vittime, ha invece posto l’accento sul memoriale, definendolo «un progetto nato dal cuore, frutto di una lunga battaglia condivisa con chi ha creduto in questa idea». Un luogo che, oltre a conservare la memoria di quanto accaduto, dovrà evolversi insieme agli sviluppi giudiziari. «Tra vent’anni», ha osservato Possetti, «ci sarà chi non saprà cosa sia stato il ponte Morandi. Per questo è essenziale che il memoriale sia vivo, non una cattedrale nel deserto».

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