Genova ricorda le 43 vittime del ponte Morandi, i parenti: "Ci aspettiamo condanne"
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Redazione Interno
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A sette anni dal crollo del ponte Morandi, che il 14 agosto 2018 provocò la morte di 43 persone, Genova si è fermata per commemorare una tragedia che ha lasciato un segno indelebile. Le celebrazioni, organizzate dal Comune insieme al comitato dei parenti delle vittime, hanno avuto inizio con una messa officiata dall’arcivescovo Marco Tasca nella chiesa di San Bartolomeo della Certosa, seguita da una cerimonia presso il memoriale inaugurato lo scorso dicembre.
"Dal processo ci aspettiamo delle condanne, perché gli eventi accaduti sono gravissimi", ha dichiarato Egle Possetti, presidente del comitato, sottolineando come le richieste della procura riflettano il lavoro degli inquirenti. "Se ci saranno condanne, significherà che sono stati commessi reati e che qualcosa, in precedenza, non ha funzionato". Le sue parole, asciutte e cariche di determinazione, rimarcano un dolore che non si è placato con il passare degli anni, ma che anzi si alimenta della ricerca di giustizia.
Anche le istituzioni, dal Quirinale a Palazzo Madama, hanno preso parte alle commemorazioni. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ribadito che "la sicurezza delle infrastrutture non ammette negligenze", un monito che riecheggia tra le macerie morali e materiali di quel disastro. Ignazio La Russa, presidente del Senato, insieme ad altri esponenti politici, ha rinnovato l’impegno a fare luce sulle responsabilità, pubbliche e private, che portarono al cedimento strutturale.




