Monreale, la madre di Calvaruso: "Mio figlio era un grande lavoratore"
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Redazione Interno
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"Mi dispiace per mio figlio, per le persone uccise, per tutto quello che è successo. Al momento non sappiamo nulla. Siamo distrutti". Con queste parole, la madre di Salvatore Calvaruso, il 19enne accusato della strage di Monreale, ha parlato al quotidiano online Livesicilia, sottolineando che il giovane "era un grande lavoratore". Il ragazzo, originario dello Zen di Palermo, è in carcere da due giorni con l’accusa di aver ucciso tre ventenni durante una rissa scoppiata nella notte tra sabato e domenica. Le vittime, Salvatore Turdo, 23 anni, Andrea Miceli e Massimo Pirozzo, entrambi 26, sono state colpite a morte da oltre venti colpi di pistola esplosi da almeno due armi, forse tre.
La dinamica, ancora in fase di ricostruzione, sembra legata a un banale diverbio: secondo alcune testimonianze, i giovani assassinati avevano rimproverato i loro aggressori per aver sfrecciato in moto nel centro abitato. Un gesto di ordinaria civiltà pagato con la vita. Calvaruso, interrogato dagli investigatori, avrebbe ammesso: "Ho fatto un macello". Le indagini ora mirano a identificare e catturare i complici, mentre la comunità di Monreale cerca di elaborare il lutto.
Intanto, dopo l’annullamento di tutte le manifestazioni pubbliche deciso dal Comune, è stato stabilito che sabato 3 maggio si terrà una processione ridotta, organizzata dall’arcivescovo Gualtiero Isacchi insieme al rettore del Santuario della Collegiata, don Nicola Gaglio, e alla Confraternita del Santissimo Crocifisso. L’evento, che percorrerà un tragitto limitato, avrà esclusivamente carattere di preghiera in memoria delle vittime. Una scelta che riflette il bisogno di raccoglimento in un momento in cui la rabbia e il dolore rischiano di prevalere.




