Agenzia delle Entrate, nuove verifiche a tappeto sul Superbonus: coinvolte migliaia di rendite
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Redazione Economia
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L’Agenzia delle Entrate ha avviato una nuova, imponente fase di controlli, la seconda nel giro di pochi mesi, che punta a verificare la coerenza delle rendite catastali dichiarate per gli immobili oggetto di interventi realizzati con il Superbonus. Dopo l’iniziale campagna di aprile, la quale si era concentrata principalmente sugli edifici privi di qualsiasi rendita, l’attenzione del fisco si sposta ora su una platea ben più ampia: quella degli immobili per i quali la rendita, pur essendo stata regolarmente indicata, appare sproporzionatamente bassa se paragonata all’entità dei lavori effettuati o al volume dei crediti fiscali che sono stati ceduti. Si tratta di un passaggio cruciale, volto a chiarire le numerose zone d’ombra che hanno caratterizzato l’applicazione della misura.
Le nuove lettere di compliance
Sono infatti pronte per la spedizione altre dodicimila lettere di compliance, che vanno così ad aggiungersi alle circa tremila già inviate nella prima tornata. Queste nuove missive, il cui contenuto invita a un esame volontario della propria posizione, sono indirizzate in modo specifico a quei contribuenti i cui immobili, pur vantando una rendita catastale, presentano un valore talmente esiguo da risultare in palese contraddizione con l’ammontare, spesso cospicuo, degli interventi edilizi realizzati. L’Agenzia, attraverso questo strumento, offre la possibilità di fornire delucidazioni o, qualora emergano delle incongruenze, di porvi rimedio spontaneamente usufruendo di sanzioni notevolmente ridotte.
Il punto sui controlli in corso
La prima fase di accertamenti, come è stato riportato nel Documento programmatico di finanza pubblica, si è conclusa con un’analisi approfondita sui primi milleduecento immobili tra quelli inizialmente individuati. Quel campione, composto per lo più da unità immobiliari non iscritte al catasto o prive di rendita, ha costituito il banco di prova per una strategia che ora diventa più articolata e incisiva. L’obiettivo, del resto, è accertare che a un mutamento così significativo dell’immobile – quale è quello derivante da un importante lavoro di ristrutturazione – corrisponda un aggiornamento formale e sostanziale dei suoi parametri catastali.
Il focus sull’incoerenza tra lavori e valori
Ciò che desta particolare attenzione negli uffici dell’Agenzia è proprio la marcata discrepanza tra il basso valore catastale, talvolta irrisorio, e l’entità degli investimenti sostenuti per la riqualificazione, i quali hanno spesso generato crediti di imposta di grande portata. Questa incoerenza, che emerge incrociando i dati relativi alle cessioni dei crediti con quelli in possesso del catasto, rappresenta il nucleo centrale delle verifiche attuali. L’operazione, nel suo complesso, mira a ricondurre entro binari di assoluta trasparenza un capitolo della fiscalità, quello degli ecobonus, che ha sicuramente animato il settore delle costruzioni ma che ha anche sollevato non pochi interrogativi di carattere tecnico e procedurale.




