Superbonus, partono 12mila lettere dell’Agenzia delle Entrate per le rendite non aggiornate
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Redazione Economia
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Come annunciato, ha preso il via ieri, senza intoppi procedurali, l’invio massiccio di nuove comunicazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, le quali si rivolgono a una platea di contribuenti che, avendo usufruito delle agevolazioni per il Superbonus, non hanno poi ottemperato all’obbligo di aggiornare la rendita catastale dei propri immobili. Questa nuova tornata di missive, la cui distribuzione è cominciata in data 29 ottobre, rappresenta un significativo passo in avanti nell’attuazione del piano di verifiche predisposto dall’amministrazione finanziaria, il quale mira a esaminare con scrupolo le pratiche legate agli ecobonus. L’operazione, del resto, era stata preannunciata con precisione, a dimostrazione di una strategia condotta con metodo e senza improvvisazione, tesa a riportare nella legalità fiscale situazioni altrimenti sospese.
Il piano di compliance e i numeri dell’invio
La consistenza di questo secondo flusso di avvisi è notevole, dal momento che si parla di circa 12.000 lettere che stanno raggiungendo gli interessati, un numero che, sommandosi a quelle già recapitate in una fase precedente, consentirà di centrare l’obiettivo fissato nel Piano integrato di attività e organizzazione dell’agenzia, il quale prevede di giungere a 15.000 comunicazioni entro la fine dell’anno in corso. L’Agenzia, la quale aveva già avviato un primo giro di accertamenti nello scorso mese di aprile, dimostra in tal modo di voler mantenere alta l’attenzione su una materia complessa e delicata, perseguendo un’attività di controllo che, per sua natura, è destinata a protrarsi nel medio periodo. Se ne vedranno degli effetti, poiché l’intero percorso ispettivo, che si stima possa coinvolgere fino a 60.000 unità immobiliari, è programmato per svilupparsi lungo un arco temporale di diversi anni.
Il cuore della questione e gli obblighi disattesi
Il fulcro della vertenza, che queste missive pongono nuovamente in evidenza, risiede nella discrasia fra l’esecuzione di interventi edilizi di notevole impatto – i quali, com’è ovvio, incrementano in modo sostanziale il valore di un fabbricato – e la mancata dichiarazione di questo nuovo valore al catasto. I lavori trainati dal Superbonus, i quali hanno modificato in profondità il patrimonio edilizio nazionale, portano con sé, infatti, l’indiscutibile conseguenza di un mutamento della consistenza e della qualità degli immobili; di qui, l’obbligo per il proprietario di aggiornare la rendita, adeguandola alla realtà venutasi a creare dopo i cantieri. Coloro che hanno percepito l’agevolazione, ma hanno trascurato questo adempimento collaterale e fondamentale, si trovano ora a dover regolarizzare la propria posizione, confrontandosi con una richiesta dell’amministrazione che non ammette ulteriori rinvii.
Le implicazioni per i contribuenti coinvolti
Per i destinatari delle lettere, le quali contengono precise indicazioni sulle procedure da seguire, si apre una fase di verifica e di eventuale adeguamento della propria situazione patrimoniale di fronte al fisco. L’invito alla compliance, che è il perno attorno al quale ruota l’intera operazione, sottintende la necessità di sanare una posizione irregolare, provvedendo alla dichiarazione del reale valore dell’immobile così come risulta a seguito degli interventi agevolati. L’Agenzia, dal canto suo, prosegue nel suo lavoro di vigilanza, applicando quel principio di legalità che deve governare l’utilizzo di qualsiasi beneficio fiscale, affinché il sostegno allo sviluppo e all’efficientamento energetico non si traduca in un danno per l’erario e per la correttezza contributiva.




