Il Signore degli Anelli: l’ombra del passato, il nuovo film della saga scritto da Stephen Colbert
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è un annuncio, giunto nelle scorse ore, che ha scosso i fan della Terra di Mezzo con una sorpresa tanto inattesa quanto, per certi versi, anomala. Mentre le riprese de La caccia a Gollum – il film diretto e interpretato da Andy Serkis – si avvicinano alla fase operativa, Peter Jackson ha rivelato l’esistenza di un secondo progetto destinato ad allargare ulteriormente l’universo cinematografico tolkeniano. Il Titolo è The Lord of the Rings: Shadow of the Past (o Il Signore degli Anelli: L’ombra del passato), prodotto da Warner Bros. con il coinvolgimento diretto del regista neozelandese. A rendere la notizia particolarmente peculiare, però, non è solo la sovrapposizione produttiva con il film su Gollum, quanto piuttosto il nome scelto per scriverne la sceneggiatura: Stephen Colbert.
Il celebre conduttore del Late Show, la cui carriera televisiva è destinata a concludersi il prossimo maggio dopo la decisione della Cbs di non rinnovare il programma, è da sempre un appassionato dichiarato dell’opera di J.R.R. Tolkien. Quella che poteva sembrare una semplice ossessione da fanboy – culminata in piccoli camei nei film Lo Hobbit e in una conoscenza enciclopedica dei dettagli più reconditi del legendarium – si è trasformata in un’opportunità professionale concreta. Colbert, infatti, non lavorerà da solo: lo affiancano nella stesura il figlio Peter McGee, anch’egli sceneggiatore, e Philippa Boyens, figura storica della saga che aveva già firmato i copioni della trilogia originale insieme a Jackson e Fran Walsh.
Ciò che rende Shadow of the Past un’operazione singolare nel panorama del franchise è il materiale di partenza. Il film non adatterà un intero romanzo né inventerà ex novo una storia collaterale, ma si concentrerà su sei capitoli specifici de La Compagnia dell’Anello – quelli compresi tra “Tre sono compagnia” e “Fosso di Barrow” – che Jackson aveva deliberatamente escluso dalla sua trasposizione cinematografica del 2001. In quei frammenti narrativi, che descrivono le prime, pericolose tappe degli hobbit fuori dalla Contea, compare una figura mitologica assente nella trilogia: Tom Bombadil. La domanda che ora circola tra i tolkeniani, e che il film si appresta a sciogliere, è se finalmente questo personaggio enigmatico, capace di resistere al potere dell’Anello senza esserne scalfito, farà il suo debutto sul grande schermo in live-action.
La genesi di un progetto nato tra la passione e la fine di un’era televisiva
L’idea, come spiegato da Colbert stesso nel video di annuncio diffuso da Jackson, affonda le radici in una rilettura ossessiva del testo originale. Il conduttore ha raccontato di essersi soffermato ripetutamente su quei capitoli iniziali, quelli che i film avevano “saltato”, immaginando che potessero costituire una storia a sé stante. “Potremmo fare qualcosa che fosse completamente fedele ai libri”, ha chiesto retoricamente a Jackson, “e allo stesso tempo completamente fedele ai film che avete già realizzato?”. Da quella domanda, nata circa due anni fa, è scattata una collaborazione che ha coinvolto il figlio Peter e la Boyens, con l’obiettivo di costruire una cornice narrativa (un framing device, secondo la definizione tecnica) che cucisse insieme quegli episodi rimasti finora fuori dal canone cinematografico principale.
La tempistica del progetto si intreccia in modo inevitabile con la situazione lavorativa del suo sceneggiatore. La Cbs ha ufficializzato la conclusione del Late Show motivandola con difficoltà economiche legate al settore dei late-night, ma la decisione è arrivata a ridosso di un accordo controverso: la società madre Paramount ha patteggiato con Donald Trump, nuovamente presidente degli Stati Uniti, una causa legale pagando 16 milioni di dollari, un gesto che Colbert aveva pubblicamente criticato definendolo una “tangente”. La fine del programma, che lascerà il conduttore libero da impegni a partire dall’estate, è stata accolta con ironia dallo stesso Colbert, il quale ha scherzato sul fatto che “fortunatamente” avrebbe avuto molto tempo da dedicare alla Terra di Mezzo.
Sam, Merry e Pipino protagonisti nel recupero dei capitoli esclusi
La sinossi ufficiale diffusa da Warner Bros. conferma l’impianto temporale del nuovo film, collocandolo in un periodo preciso della cronologia tolkieniana. La vicenda si svolgerà “quattordici anni dopo la morte di Frodo”, con Sam, Merry e Pipino – i tre hobbit sopravvissuti – che decidono di ripercorrere i primi passi della loro avventura giovanile. A questa trama principale si intreccia un mistero più recente: Elanor, la figlia di Sam, scopre un segreto sepolto da tempo che la spinge a indagare su come la Guerra dell’Anello abbia rischiato di essere persa ancor prima di iniziare.
Questo espediente narrativo, che utilizza un flashback per esplorare gli eventi dei capitoli esclusi, rappresenta la soluzione trovata dal trio di sceneggiatori per conciliare la fedeltà alla letteratura con la continuità visiva stabilita da Jackson. Per i fan, l’attesa riguarda non solo il possibile ritorno degli attori originali Sean Astin (Sam), Dominic Monaghan (Merry) e Billy Boyd (Pipino), ma soprattutto la prospettiva di vedere finalmente Tom Bombadil nella sua veste cinematografica, un’assenza che per anni è stata oggetto di dibattito tra i puristi dell’opera di Tolkien. Shadow of the Past arriverà nelle sale dopo La caccia a Gollum, la cui uscita è prevista per il 17 dicembre 2027, rendendo i prossimi anni un periodo di attesa serrata per gli appassionati della Terra di Mezzo.




