Il nuovo Signore degli Anelli si tuffa nel passato, e finalmente arriva Tom Bombadil

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’è un movimento, nell’universo espanso della Terra di Mezzo, che sembra voler rimediare a una vecchia dimenticanza. Mentre Peter Jackson vigila sulla produzione di The Hunt for Gollum, il film diretto da Andy Serkis la cui uscita è prevista per il dicembre del 2027 -1-3, un altro tassello si aggiunge al mosaico, e stavolta il salto è all’indietro. Warner Bros. ha infatti dato il via libera a Shadows of the Past (L’ombra del passato), una pellicola che, annunciata durante il Tolkien Reading Day, porta con sé un’aspettativa molto specifica per i lettori della saga: l’adattamento degli episodi iniziali de La Compagnia dell’Anello, quelli che Jackson, ai tempi, scelse saggiamente di sacrificare per non appesantire l’incipit cinematografico.

Un ritorno alle origini (del libro) con Stephen Colbert

La notizia, diffusa tramite i canali social della major, ha un retrogusto curioso e inaspettato: il co-sceneggiatore del progetto è il noto conduttore televisivo Stephen Colbert, affiancato dal figlio e dal team di sceneggiatori storici della trilogia. Colbert, com’è noto, è un fan talmente ossessivo di Tolkien da aver spesso dedicato interi segmenti del suo Late Show alle lingue elfiche o alla topografia della Contea, e la sua influenza si sente già dal fulcro narrativo scelto. Il film, infatti, non racconterà una storia completamente inedita, ma si insinuerà precisamente tra il terzo e l’ottavo capitolo del primo romanzo. È in quelle pagine, lo ricordiamo, che Frodo e i suoi compagni si imbattono nello spirito della foresta Vecchio Uomo Salice e, successivamente, vengono salvati da una tomba malvagia proprio da Tom Bombadil.

Si tratta di una scelta audace perché, tecnicamente, Shadows of the Past agisce come un prequel interno alla saga. La linea temporale ufficiale colloca la storia quattordici anni dopo la dipartita di Frodo. Sam, Merry e Pipino, ormai invecchiati, decidono di ripercorrere i passi della loro grande avventura giovanile, mentre Elanor, la figlia di Sam, scopre un segreto nascosto relativo ai momenti in cui la Guerra dell’Anello rischiò di essere persa ancor prima di iniziare. Questa struttura a flashback, quindi, permetterà di giustificare l’inserimento di Bombadil senza stravolgere la continuity dei film originali, ma anzi, arricchendola di quelle sfumature che Jackson aveva dovuto tralasciare.

Perché Tom Bombadil è così importante (e così difficile da filmare)

La figura di Tom Bombadil, per chi ha letto solo i film, è sempre stata un’ombra mitologica. Nella mente di Tolkien, Bombadil è descritto come il "più vecchio di tutti gli esseri viventi", un'entità così potente e, allo stesso tempo, così estranea alle dinamiche del potere che l’Unico Anello, su di lui, non ha alcun effetto. Non lo rende invisibile, non lo corrompe: per Bombadil, l’Anello è un semplice gingillo. Nei capitoli in questione, lui salva gli hobbit dall’antico spirito malvagio del Tumulo e li rifornisce per il viaggio, rappresentando una sorta di parentesi lirica e surreale nel cuore della narrazione epica.

La sua assenza dalla trilogia di Jackson è sempre stata un tema caldo tra i puristi. Le ragioni erano puramente pratiche: inserire un personaggio così anomalo, che canta filastrocche e non ha alcun interesse per la trama principale, avrebbe distrutto il ritmo serrato della fuga dalla Contea. Oggi, tuttavia, la situazione è diversa. Con la libertà concessa da un progetto "laterale", gli sceneggiatori possono finalmente concedersi il lusso di esplorare quella digressione. Si parla di adattare i capitoli che vanno da Tre è compagnia fino a Nebbia sui Tumulilundi -6-10, un segmento che è praticamente un horror gotico prima ancora che un fantasy epico, tra i sussurri dei Cavalieri Neri e le nebbie dei cimiteri anglosassoni.

La strategia Warner tra attesa e nostalgia

Mentre la macchina organizzativa di The Hunt for Gollum è già in fase avanzata, con Serkis che ha confermato l’inizio delle riprese per l’anno corrente -8, Shadows of the Past rappresenta il secondo pilastro di questa nuova era della Terra di Mezzo sul grande schermo. È interessante notare come la strategia della Warner Bros. sembri muoversi su due binari paralleli: da un lato, il sequel spirituale con i personaggi iconici (Gollum), dall’altro, il prequel nostalgico che riporta in auge i membri rimasti della Compagnia, seppur in forma digitale o ringiovanita.

Colbert, che insieme al figlio Peter McGee ha sviluppato la sceneggiatura, ha dichiarato nel video di annuncio di voler creare qualcosa che fosse "totalmente fedele ai libri, ma anche totalmente fedele ai film che sono già stati fatti". Una dichiarazione di intenti che prova a mettere una pezza a un dualismo che affligge i fan da vent’anni. L’operazione, insomma, è quella di restituire ai lettori il piacere della scoperta testuale, senza però tradire l’estetica epica di Jackson.

E così, se The Hunt for Gollum ci riporterà nelle zone d’ombra della guerra, questo Shadows of the Past si prepara ad accendere la luce soffusa e fiabesca della Casa di Bombadil. Per la prima volta, sentiremo sulla pellicola le sue risa echeggiare tra gli alberi, e chissà che la pazienza dei fan, dopo decenni di attesa, non venga finalmente ripagata da quella che, nei romanzi, resta la più affascinante delle divagazioni.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.