Il mistero del motorino abbandonato: stasera Montalbano indaga senza cadavere
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’aria di Vigàta, stasera, è attraversata da un silenzio insolito: nessun colpo di pistola a interrompere il sonno della cittadina immaginaria, nessun Corpo senza vita ad attendere sul molo la scientifica. Eppure, la tensione narrativa de “La pazienza del ragno”, l’episodio trasmesso stasera lunedì 5 maggio su Rai 1 e tratto dall’omonimo romanzo di Andrea Camilleri, si annuncia forse più soffocante del solito. La ragione va cercata nell’assenza del movente classico, quello che tradizionalmente spinge il commissario interpretato da Luca Zingaretti a inseguire un killer; questa volta, di fronte a lui, c’è il nulla, l’assenza della giovane Susanna Mistretta, sparita nel nulla mentre faceva ritorno a casa in sella al suo motorino. Un ritrovamento, quello del mezzo abbandonato in una strada di campagna, che costringe Salvo Montalbano a confrontarsi con un mistero privo di tracce sanguinarie, un caso costruito unicamente sull’assenza di prove fisiche e sulla fragilità psicologica dei testimoni.
Un’indagine contro l’assenza di movente e di sangue
Ciò che rende questa puntata, in onda in prima serata, un vero unicum nella lunga serie della fiction è proprio la struttura del giallo: non c’è un delitto da risolvere, ma una scomparsa da decifrare. Lontano dai canoni del poliziesco classico, “La pazienza del ragno” costringe lo spettatore, così come il suo protagonista, a fare i conti con un caso di rapimento che, man mano che l’inchiesta procede, mostra tutte le sue crepe. Il casco ritrovato in un campo, lo zaino abbandonato in una direzione completamente opposta: sono dettagli che, agli occhi di Montalbano, gridano depistaggio più che violenza. L’episodio, girato con la regia di Alberto Sironi, sfrutta questa ambiguità per costruire una suspense sottile, dove la minaccia non è rappresentata da un killer in carne e ossa, ma dall’inganno ordito a tavolino. Perché, in questa storia, la vera indagine non riguarda tanto un “chi” ha colpito, ma un “perché” qualcuno ha deciso di far credere a tutti che una ragazza fosse in pericolo.
Lo sfaldamento della famiglia Mistretta e lo spettro del passato
La scomparsa della giovane diventa lo specchio di un declino economico e morale, quello della famiglia Mistretta. Un tempo facoltosi, i genitori della ragazza cadono ora vittime di un ricatto emotivo legato a un passato di debiti e favori mai restituiti. Quando i rapitori – o presunti tali – fissano il riscatto a una cifra astronomica, l’ombra di Antonio Peruzzo si allunga sulla vicenda. È lui il fratello della madre Giulia, un faccendiere che anni prima aveva intascato una somma enorme senza mai restituirla, riducendo la sorella in uno stato di profondo esaurimento nervoso. Montalbano si trova così a navigare in un mare di rancori sopiti, dove la richiesta di denaro sembra avere un unico scopo: distruggere la reputazione pubblica di Peruzzo, un uomo ormai prossimo a entrare in politica. Il commissario, in questa puntata più introspettivo che mai, fiuta la trappola prima ancora di trovare le prove; la sua brillantezza – quella che lo ha reso celebre – si manifesta non nell’inseguimento, ma nella capacità di leggere il malessere sociale di Vigàta.
Il colpo di scena finale e la fragilità del commissario
C’è un momento, nell’economia della narrazione, in cui “La pazienza del ragno” abbandona completamente i panni del legal drama per indossare quelli di una tragedia greca. Quando la borsa del riscatto, consegnata da Peruzzo, si rivela piena solo di ritagli di giornale, la reputazione dell’uomo viene distrutta, ma la beffa scatena in Montalbano un sospetto che si trasforma in certezza. E la verità, come spesso accade nei meandri narrativi voluti da Camilleri, è più domestica e crudele di qualsiasi aggressione esterna: la regia della messinscena è interna alla stessa cerchia familiare, ordita da chi voleva colpire un nemico usando la pelle della ragazza come esca. Ma al di là della soluzione del caso, è il ritratto del protagonista a lasciare il segno. Zingaretti dona a Salvo un’umanità scomoda, un uomo stanco che sembra chiedersi se la giustizia legale possa davvero riparare ai torti del cuore. Perché, in fondo, risolvere l’enigma non ha riportato indietro la madre Giulia, morta nell’istante stesso in cui ha riabbracciato la figlia, rendendo la vittoria del commissario un’amara, sconsolata constatazione della crudeltà umana.
Meta Description: Stasera su Rai 1 “La pazienza del ragno”: Montalbano indaga su una scomparsa senza omicidio. Un’inchiesta psicologica tra depistaggi e segreti di famiglia. (158 caratteri)




