Leone XIV presiede le esequie del cardinale Tscherrig, il primo funerale del suo pontificato

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Città del Vaticano. Un silenzio solenne, rotto solo dal rumore attutito dei passi sulla navata centrale, ha accompagnato l’ingresso in processione di Papa Leone XIV nella Basilica di San Pietro. Nel pomeriggio di oggi, il Pontefice ha presieduto – discostandosi volutamente dalla prassi più recente che vedeva il Romano Pontefice intervenire solo nella fase conclusiva delle esequie cardinalizie – l’intera liturgia funebre all’Altare della Cattedra per dare l’ultimo saluto a Sua Eminenza il Cardinale Emil Paul Tscherrig, il diplomatico svizzero morto in Vaticano lo scorso 12 maggio all’età di settantanove anni.

Si è trattato, a ben vedere, della prima celebrazione di questo tipo dall’inizio del suo ministero petrino: un evento, questo, che assume un rilievo particolare se si considera la volontà espressa dallo stesso pontefice di presiedere l’Eucaristia e il rito dell’Ultima Commendatio, un compito che in passato veniva solitamente delegato al Decano del Collegio Cardinalizio. Affiancato da porporati, arcivescovi e vescovi, Leone XIV ha voluto così rendere omaggio a un uomo che, come ha ricordato nell’omelia, ha speso più della metà della sua esistenza al servizio della Sede Apostolica, attraversando continenti e culture con un lavoro "spesso non appariscente, ma nondimeno alacre e faticoso".

Un diplomatico di lungo corso al servizio della Santa Sede

Nato a Unterems, nel Canton Vallese, Tscherrig – che era stato nominato cardinale da Papa Francesco nel Concistoro del 30 settembre 2023 – vantava una carriera diplomatica tra le più articolate della Curia romana. Ordinato sacerdote nel lontano 1974, la sua ascesa all’interno del servizio diplomatico vaticano era cominciata sotto il pontificato di Giovanni Paolo II; da lì in poi, le sue missioni lo hanno portato in Burundi, nei Caraibi (a Trinidad e Tobago e in altre nazioni insulari), in Corea del Sud, in Mongolia, per proseguire nei Paesi nordiciSvezia, Danimarca, Finlandia, Islanda e Norvegia – e infine in Argentina, dove è rimasto fino al 2017. Proprio durante la sua permanenza a Buenos Aires, Tscherrig ebbe modo di conoscere l’allora arcivescovo Jorge Mario Bergoglio, un rapporto, quello con il futuro Papa, che il Pontefice regnante ha voluto evocare indirettamente citando un discorso di Francesco rivolto proprio al diplomatico.

L’incarico a Roma e la nomina cardinalizia

Dal 2017 al marzo del 2024, il porporato ha ricoperto l’incarico di Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino: una circostanza, questa, che lo ha reso il primo non italiano a guidare quella specifica rappresentanza pontificia. La sua creazione cardinalizia, avvenuta appena un anno prima del termine del suo mandato, fu voluta da Papa Francesco; in quell’occasione, curiosamente, a ricevere la porpora insieme a lui fu anche colui che, oggi, ne celebra le esequie: l’allora cardinale Robert Francis Prevost, divenuto poi Leone XIV. Il nunzio, che aveva partecipato al conclave dello scorso maggio, è stato ricordato dal Papa come un pastore capace di adattarsi ad ambienti diversissimi tra loro, "raccogliendo nella concordia i popoli che l’obbedienza ha affidato alla sua cura" e affrontando le sfide proprie di chi rappresenta il Santo Padre nelle periferie geografiche ed esistenziali del mondo.

Il rito e il messaggio di speranza

L’omelia, incentrata sul mistero pasquale e sulla resurrezione, ha preso spunto dal Vangelo di Lazzaro. Leone XIV ha ricordato come la morte – che qui si presenta nella sua veste più cruda e istituzionale – non rappresenti per i credenti un abisso senza ritorno, ma piuttosto "il momento grande e solenne dell’incontro con il Signore". Per il cardinale Tscherrig, ha aggiunto il pontefice, quel momento è illuminato dal motto episcopale che lo stesso Tscherrig scelse trent’anni fa per la sua ordinazione: *Spes mea Christus* (Cristo, mia speranza). La liturgia si è conclusa con il rito dell’Ultima Commendatio, dopo il quale la salma del cardinale – che aveva vissuto fino all’ultimo nella Domus Sanctae Marthae – ha ricevuto l’abbraccio finale della comunità dei fedeli raccolta nella Basilica Vaticana.

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