Ranieri e il derby della vita: 28 vittorie su 65, l'ultima sfida da romanista
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Redazione Sport
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Claudio Ranieri, che domenica affronterà la Lazio nel suo 66esimo e probabilmente ultimo derby, ha trascorso 35 anni a guidare squadre al massimo livello, accumulando un bilancio di 28 successi nelle stracittadine. Un dato che, se da un lato racconta la sua esperienza, dall’altro acquista un significato particolare visto il legame con Roma, la sua città. Romanista dichiarato, il tecnico sogna di chiudere in bellezza un rapporto che, numeri alla mano, ha regalato cinque vittorie ai giallorossi.
Quella contro i biancocelesti non è solo una partita, ma un’occasione per ribadire un’appartenenza. E Ranieri, che ha sempre saputo gestire pressioni e rivalità, punta su chi, come lui, conosce il peso di questa sfida. El Shaarawy, Pellegrini, Mancini e Saelemaekers – ribattezzati i "Fantastici 4" – rappresentano l’asse portante di una squadra che, al di là delle gerarchie, ha dimostrato più volte di saper accendere l’Olimpico nel modo giusto. A loro si aggiungono Cristante e Paredes: il primo, con 13 derby alle spalle, è tra i più esperti; il secondo, pur non essendo romano di nascita, ha mostrato più volte di sentire profondamente la rivalità.
Ma il derby, per quanto decisivo, è solo un tassello di un discorso più ampio. Ranieri, in un’intervista a Il Messaggero, ha parlato del suo futuro ruolo di senior advisor, sottolineando di voler essere "ascoltato, non un semplice parafulmine". Un passaggio cruciale, quello con la proprietà, in cui il tecnico – affiancato da Ghisolfi – ambisce a influenzare scelte tecniche e di mercato senza però sostituirsi ai decisori. "Consiglierò, ma la parola finale non sarà mia", ha precisato, lasciando intendere che il suo contributo andrà oltre la panchina.




