Fisco, 9,1 miliardi emersi con l’allineamento tra Pos e scontrini

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Fisco avrebbe fatto emergere 9,1 miliardi di euro di imponibile nei primi sei mesi del 2026 grazie all’allineamento tra Pos e registratori telematici. Il dato, attribuito all’Agenzia delle Entrate e ripreso dagli organi di stampa il 24 luglio, è stato rilanciato da Comufficio, l’associazione nazionale aderente a Confcommercio che rappresenta le imprese della filiera dei registratori telematici. Secondo quanto comunicato dall’associazione, nello stesso periodo sarebbero stati emessi anche 160 milioni di scontrini in più rispetto al periodo considerato.

L’integrazione tra i sistemi di pagamento elettronico e l’emissione degli scontrini fiscali ha quindi portato all’emersione di una maggiore base imponibile stimata in circa 9,1 miliardi di euro nel primo semestre del 2026. Il collegamento tra Pos e registratori telematici viene indicato come il fattore alla base del nuovo incrocio dei dati, che avrebbe consentito di individuare importi precedentemente non rilevati. La cifra riguarda il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente e rappresenta il risultato dei primi mesi di applicazione operativa del sistema.

Il collegamento tra Pos e registratori telematici porta nuovi dati al Fisco

Secondo le informazioni diffuse, l’allineamento tra Pos e scontrini fiscali avrebbe prodotto effetti già nei primi sei mesi dall’avvio operativo del nuovo sistema. L’elaborazione citata indica che il meccanismo di incrocio tra pagamenti elettronici e corrispettivi telematici avrebbe fatto emergere in Italia una base imponibile aggiuntiva pari a circa 9,1 miliardi di euro. Il sistema, inoltre, sarebbe entrato pienamente a regime soltanto da marzo, lasciando aperta la possibilità di ulteriori rilevazioni nei mesi successivi.

Nel periodo preso in considerazione, nonostante la relativa stabilità dell’economia italiana, il numero degli scontrini fiscali emessi sarebbe aumentato di 160 milioni. Questo incremento viene collegato al nuovo allineamento tra i dati dei pagamenti effettuati tramite Pos e quelli registrati attraverso gli strumenti telematici. L’emersione della maggiore imponibile rappresenta il principale elemento evidenziato nelle valutazioni diffuse da Comufficio e nelle ricostruzioni riportate dagli organi di stampa.

Dal maggior imponibile previsto un aumento del gettito Iva

La maggiore base imponibile emersa con il collegamento tra Pos e scontrini potrebbe tradursi in un incremento delle entrate fiscali. Secondo le stime riportate, il maggior gettito Iva derivante dai 9,1 miliardi di euro individuati nel primo semestre del 2026 potrebbe arrivare a circa 1,6 miliardi di euro, considerando un’aliquota media del 18% perché non in tutti i casi viene applicata l’aliquota del 22%. A questo importo si aggiungerebbero le maggiori entrate collegate a Ires e Irpef.

Il dato sul gettito aggiuntivo viene quindi associato direttamente all’aumento della base imponibile rilevata attraverso il sistema di allineamento dei dati fiscali. Le informazioni disponibili indicano che il collegamento tra pagamenti elettronici e registrazione degli incassi ha permesso di individuare una differenza significativa rispetto agli anni precedenti. L’attenzione resta concentrata sugli effetti del nuovo sistema e sull’evoluzione delle rilevazioni dopo la sua entrata a regime.

Le stime territoriali e il ruolo del nuovo sistema di controllo

L’impatto dell’allineamento tra Pos e registratori telematici è stato analizzato anche a livello territoriale. Secondo le elaborazioni riportate, in Umbria la stima dell’emersione potrebbe arrivare fino a 120 milioni di euro. Il dato locale viene inserito nel quadro più ampio dell’analisi nazionale, che nei primi sei mesi del 2026 ha indicato una maggiore base imponibile complessiva pari a 9,1 miliardi di euro.

Il meccanismo si basa sull’incrocio tra le informazioni dei pagamenti elettronici e quelle degli scontrini emessi tramite registratori telematici. Comufficio ha evidenziato i risultati del sistema, mentre i dati riportati dall’Agenzia delle Entrate e dagli organi di stampa mostrano il volume dell’imponibile emerso nella prima parte del 2026. L’allineamento tecnologico tra Pos e corrispettivi continua così a rappresentare il punto centrale delle rilevazioni sulla nuova modalità di controllo dei dati fiscali.

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