Esplosione in via Longo a Bergamo, il tubo del gas era staccato: nove feriti e cinquanta sfollati
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Redazione Interno
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Un boato avvertito in tutto il quartiere di Borgo Santa Caterina, vetri in frantumi, una portineria che non esiste più. È il bilancio dell'esplosione che lunedì sera, poco dopo le 19.30, ha devastato la palazzina al civico 9 di via Longo a Bergamo. Nove i feriti complessivi, due dei quali in condizioni gravissime, e una cinquantina di persone costrette a lasciare le proprie case. La palazzina è stata dichiarata inagibile dai vigili del fuoco.
Le condizioni dei feriti
I due feriti più gravi sono marito e moglie di origine romena che occupavano l'appartamento dal quale si è originata la deflagrazione. La donna, ricoverata al Niguarda di Milano, ha riportato ustioni sul 90 per cento del corpo ed è in pericolo di vita; l'uomo, 54 anni, è stato trasferito all'ospedale di Verona con ustioni sul 50 per cento. Gli altri sette feriti hanno riportato conseguenze più lievi: due in codice giallo e cinque in codice verde. Al Papa Giovanni è stato medicato un ragazzo che stava scendendo le scale nel momento dello scoppio.
Il tubo staccato e le ipotesi
Dal sopralluogo dei vigili del fuoco è emerso un dettaglio decisivo: il tubo del gas dell'appartamento teatro dell'esplosione era staccato, ma presentava la valvola a farfalla chiusa. Un elemento che gli investigatori stanno valutando per orientarsi tra due piste: quella dell'incidente, ovvero che i due inquilini stessero tentando di riparare la conduttura, e quella del gesto inconsulto. Le indagini sono coordinate dal pm Emanuele Marchisio, che attende la comunicazione della notizia di reato dalla squadra mobile.
Il racconto dei residenti
La signora Emmanuella, 74 anni, insegnante in pensione, vive al secondo piano dello stabile. «Stavo cucinando quando ho sentito un boato tremendo: la nostra portineria non esiste più», ha raccontato. «Ho avuto davvero tanta paura, non avevo mai sentito una cosa del genere». Come lei, molti altri inquilini hanno sentito tremare i muri e sono fuggiti in strada tra le urla. I residenti hanno riferito di un forte odore di gas avvertito già nel pomeriggio.
Il portinaio dello stabile, secondo diverse testimonianze, stava bussando alle porte e citofonando agli appartamenti per individuare l'origine della puzza quando è avvenuta l'esplosione.
I soccorsi e gli sfollati
Sul posto sono intervenute cinque squadre dei vigili del fuoco, cinque ambulanze, due auto medicalizzate e due elicotteri, insieme a polizia, carabinieri e polizia locale. Presenti anche il prefetto Luca Rotondi, il questore Vincenzo Nicolì e il pm di turno. Gli edifici adiacenti, nonostante i danni riportati per l'onda d'urto, sono stati dichiarati agibili e non evacuati. Per gli sfollati il Comune ha trovato sistemazioni in albergo: sei camere per dodici posti, oltre alla disponibilità del Central Hostel.
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