La Cremonese risorge contro un Pisa in disarmo: Giampaolo esalta Vardy e rilancia la corsa salvezza
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Redazione Sport
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Bastava vincerla, e la Cremonese lo ha fatto. La vittoria per 3-0 contro il Pisa, maturata tra le mura amiche dello stadio Zini, non rappresenta solo un risultato pieno per i grigiorossi, quanto piuttosto una vera e propria iniezione di credibilità in chiave salvezza, con il Lecce che ora dista soltanto un punto a due giornate dal termine. Approfittando anche delle ingenuità di una formazione ospite – quella toscana – già matematicamente retrocessa e ridotta in nove uomini per le espulsioni di Bozhinov e Loyola, la squadra di Marco Giampaolo ha costruito una vittoria pesante, autoritaria, che riaccende una fiammella che molti davano ormai per spenta. L’ex attaccante del Leicester, quel Jamie Vardy che nonostante i 38 anni continua a stupire, ha rotto un digiuno che durava da gennaio, sbloccando il match con un mancino di prima intenzione dal limite che ha lasciato immobile il portiere avversario.
L’atteggiamento come chiave di volta: Giampaolo e la “fiammella” accesa
Intervenuto ai microfoni a fine gara, il tecnico dei lombardi ha voluto sottolineare l’aspetto mentale, forse più di quello tattico, per spiegare la svolta della sua squadra. “Bisognava vincere e dare una risposta come atteggiamento a noi stessi e ai nostri tifosi”, ha dichiarato, rimarcando come l’urgenza di guadagnare i tre punti fosse l’unica strada percorribile per continuare a crederci. L’allenatore, che ha ammesso ironicamente di non essere nemmeno entrato subito nello spogliatoio tale era la sudorazione per la tensione della partita, ha parlato di “biglietto di sola andata”, una condizione psicologica in cui non c’è spazio per i calcoli. “Per mantenere accesa la fiammella – ha spiegato Giampaolo – bisognava soltanto vincere e mettere in campo contenuti passionali, tecnici e di personalità. Quando devi vincere per forza è così, ma è una condizione che ci siamo creati noi, non ci sono altri responsabili”. Una presa di responsabilità collettiva che ha trasformato lo Zini in un fortino per novanta minuti.
Vardy, il “prototipo” che non invecchia: l’elogio del tecnico
Nel turbine emotivo di questa rimonta, spicca inevitabilmente la figura di Jamie Vardy. Non capita tutti i giorni di sentire un allenatore affermare che un calciatore “non è un giocatore, ma IL giocatore”, eppure Giampaolo non ha avuto dubbi nel collocare l’inglese in una categoria superiore. “Lui è il prototipo dell’attaccante – ha affermato il mister – ha 38 anni è vero, ma il modo in cui si comporta, in cui calcia è eccezionale”. Un paragone, quello fatto dal tecnico, che spazia fino ai campioni del passato recente, citando Fabio Quagliarella come termine di paragone per quella capacità unica di percepire la porta e di caricarsi sulle spalle il peso della squadra nei momenti cruciali. Per Giampaolo, che ha avuto l’inglese a disposizione solo sporadicamente causa infortuni, la sua presenza fisica e concentrazione rappresentano un valore aggiunto che va ben oltre la semplice statistica.
Il verdetto del campo: una corsa a tre che entra nel vivo
Il tabellino dice 3-0, con le firme di Vardy, Bonazzoli e Okereke a suggellare il dominio territoriale e numerico nei confronti del Pisa. In una ripresa dove la superiorità numerica si è fatta ancor più schiacciante dopo l’espulsione diretta di Loyola, la Cremonese ha gestito il pallino del gioco senza affanni, preparando la volata finale. Sebbene la classifica veda ancora i grigiorossi nelle sabbie mobili della zona calda, la scia del Lecce è ormai a portata di bracciata. Per Giampaolo, la strada è tracciata e non ammette distrazioni: “Dobbiamo stare lì e lottare fino all’ultimo minuto. Non ci sono partite amichevoli adesso, e non ci sono parole che tengano. Bisogna solo vincere”. Un messaggio chiaro allo spogliatoio, che ora dovrà confermare questa resurrezione nelle ultime due fatiche stagionali.




