Incendio in Costiera Amalfitana, riaperta la statale 163 dopo la chiusura
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Redazione Interno
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La statale 163 «Amalfitana» è stata riaperta al transito dopo che i vigili del fuoco e i mezzi aerei hanno domato l'incendio che aveva interessato un fronte di oltre tre chilometri del versante a ridosso della carreggiata. La chiusura si era resa necessaria per consentire le operazioni di spegnimento nel tratto compreso tra il chilometro 6,000 e il chilometro 8,500, tra i territori comunali di Piano di Sorrento e Vico Equense, in provincia di Napoli. Sul posto hanno operato, oltre alle squadre dei vigili del fuoco, anche il personale di Anas e della Protezione civile regionale.
L'emergenza aveva preso avvio nella notte tra il 13 e il 14 settembre, quando due incendi distinti sono divampati quasi contemporaneamente in punti diversi della costiera. Il primo si è sviluppato a ridosso di case e terrazzamenti nella zona compresa tra Amalfi, Conca dei Marini e Agerola; il secondo alle porte di Positano, in territorio di Vico Equense, in località Tordigliano, da dove le fiamme sono avanzate fino a raggiungere le cime della colonna montuosa dei Lattari e a scollinare nella zona di Capo d'Acqua, vicino alla frazione di Montepertuso.
Il fronte del fuoco era talmente vasto che il bagliore era visibile da Sorrento e, secondo le testimonianze raccolte sul posto, persino da Posillipo, a chilometri di distanza.
Per contrastare l'avanzata delle fiamme è stato necessario un impiego massiccio di uomini e mezzi. Le squadre dei vigili del fuoco sono arrivate dai distaccamenti di Salerno, Maiori, Nocera Inferiore e Sarno, con rinforzi provenienti da Caserta e Castellammare di Stabia. Sul fronte aereo hanno operato elicotteri regionali e canadair, decollati solo dopo che il vento, che per ore aveva alimentato le fiamme e reso impossibili i lanci d'acqua, è finalmente calato.
La Protezione civile della Regione Campania ha inviato sul posto oltre sessanta volontari, mentre l'assessora regionale Fiorella Zabatta ha coordinato le operazioni di concerto con il direttore delle operazioni di spegnimento.
A commentare l'accaduto, la sindaca di Positano Gabriella Guida ha dichiarato all'ANSA: «L'ipotesi è che si tratti di un incendio di natura dolosa». Ha poi aggiunto che il forte vento «ha creato non pochi disagi per le attività di spegnimento oltre al fatto di aver alimentato ancora di più le fiamme», esprimendo preoccupazione per le conseguenze future: «Sono andati in fiamme alberi secolari, quindi temo un dissesto idrogeologico importante di cui avremo contezza solo in futuro». Il sindaco di Amalfi Daniele Milano ha rincarato la dose: «In undici anni non ho mai visto una cosa del genere.
Non so chi ci sia dietro questi incendi, ma sicuramente non si tratta di un incendio naturale». Il vicesindaco di Agerola Luca Mascolo ha parlato di «gesto criminale», sottolineando che «qui non si bruciano soltanto alberi: si mette a rischio la montagna e, con essa, la sicurezza della comunità».
Non si registrano danni alle abitazioni né feriti. In alcune strutture ricettive della zona, a titolo precauzionale e volontario, alcuni clienti hanno scelto di allontanarsi autonomamente. L'incendio ha però causato la distruzione di ettari di macchia mediterranea, lecci e pinete, oltre a danneggiare giardini e terrazzamenti agricoli. La strada provinciale ex Agerolina e un tratto della statale 163 hanno subito chiusure temporanee per consentire le verifiche tecniche sui versanti interessati dal rogo.
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