Incendio in Costiera, riaperta la statale Amalfitana nel tratto tra Piano di Sorrento e Vico Equense
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Redazione Interno
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Domato l'incendio che ha interessato un fronte di oltre tre chilometri del versante attiguo alla sede stradale, è stata disposta la riapertura al transito della statale 163 «Amalfitana» nel tratto compreso tra il chilometro 6,000 e il chilometro 8,500, tra i territori comunali di Piano di Sorrento e Vico Equense, in provincia di Napoli. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, è intervenuto il personale di Anas e della Protezione Civile regionale.
Due fronti distinti e un sospetto comune
Le fiamme hanno messo sotto assedio le montagne della Costiera Amalfitana per oltre ventiquattro ore, alimentate da un forte vento che ha reso difficoltose le operazioni di spegnimento. Un primo rogo si è sviluppato a ridosso di case e terrazzamenti nella zona tra Amalfi, Conca dei Marini e Agerola; il secondo ha interessato l'area di Tordigliano, alle porte di Positano, in territorio di Vico Equense, dove la statale è rimasta interrotta fino a sera. I due incendi hanno percorso ettari di macchia mediterranea, lecci e pinete, lambendo abitazioni e strutture ricettive.
«In undici anni non ho mai visto una cosa del genere. Non so chi ci sia dietro questi incendi, ma sicuramente non si tratta di un incendio naturale», ha dichiarato il sindaco di Amalfi, Daniele Milano, che ha seguito l'emergenza direttamente sul posto. Il primo cittadino ha precisato che, per fortuna, non si registrano danni alle abitazioni né alle persone, ma sono stati colpiti giardini e terrazzamenti agricoli; una porzione di strada provinciale è stata chiusa in via precauzionale.
Le dichiarazioni dei sindaci e il timore per il dissesto
La sindaca di Positano, Gabriella Guida, non ha dubbi sull'origine del rogo che dalla notte ha devastato i boschi di Tordigliano, al confine tra la Costiera Amalfitana e la Penisola Sorrentina: «L'ipotesi è che si tratti di un incendio di natura dolosa». La prima cittadina ha spiegato che il fronte più preoccupante, per quanto riguarda il suo territorio, è quello che va da Positano verso Vico Equense, e che al momento non è possibile fare una stima dei danni, i quali saranno soprattutto considerati nel lungo termine.
«Sono andati in fiamme alberi secolari, quindi temo un dissesto idrogeologico importante di cui avremo contezza solo in futuro», ha aggiunto, pensando a quello che accadrà con le prime piogge.
Il vicesindaco di Agerola, Luca Mascolo, ha parlato di «azione criminale», sottolineando che decine di ettari di macchia mediterranea sono andati in fumo e che le fiamme, spinte dalle forti raffiche, hanno raggiunto anche il territorio di Vico Equense. «Un'intera comunità ha vissuto ore di paura, mentre vigili del fuoco e volontari hanno combattuto per tutta la notte», ha dichiarato, evidenziando che se sarà confermata la natura dolosa, chi ha acceso il fuoco ha messo in pericolo persone, abitazioni e un territorio già fragile.
L'intervento delle squadre e la conta dei danni
A coordinare le attività sin dalle prime ore è stata la Protezione civile della Regione Campania, che ha inviato sul posto oltre sessanta volontari. L'assessora regionale Fiorella Zabatta ha fatto sapere che la priorità assoluta è la tutela delle persone e delle abitazioni minacciate dalle fiamme, con l'attivazione dei mezzi aerei regionali e la richiesta del concorso della flotta nazionale. Sul fronte di Vico Equense e Agerola hanno operato elicotteri e Canadair, mentre a terra è stato dispiegato un imponente dispositivo di volontariato.
Una volta completate le operazioni di spegnimento, i tecnici preposti dovranno effettuare i sopralluoghi necessari e tutte le valutazioni per la conta dei danni. L'ipotesi dolosa, suggerita dalla dinamica anomala delle fiamme e dal fatto che gli incendi siano stati appiccati in più punti contemporaneamente, resta ancora da accertare con precisione. Le autorità mantengono alta l'attenzione per evitare nuove emergenze, soprattutto in considerazione del vento che ha complicato la situazione nelle ore precedenti.
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