Israele annuncia il trasferimento forzato dei palestinesi a sud di Gaza, mentre aumentano le vittime

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’esercito israeliano ha reso noto i preparativi per il cosiddetto "trasferimento" dei palestinesi dalle zone settentrionali di Gaza verso il sud del territorio, giustificando l’operazione con la necessità di allontanare i civili dalle aree di combattimento. A comunicarlo è stato il portavoce dell’Idf in lingua araba, Avichay Adraee, il quale ha precisato che la decisione è stata presa in base alle direttive del «livello politico», senza ulteriori specificazioni. A partire da oggi, ha aggiunto, verranno distribuite tende e attrezzature per i rifugi, dopo mesi di blocco alle forniture.

Intanto, il bilancio delle vittime continua a crescere. Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani nei Territori Palestinesi, almeno 1.760 palestinesi sono stati uccisi da fine maggio, molti dei quali mentre cercavano aiuti umanitari. Mahmoud Bassal, portavoce della Difesa Civile di Gaza, ha riferito che solo oggi 38 persone hanno perso la vita in attacchi israeliani, tra cui 12 in fila per ricevere cibo e medicinali.

Le conseguenze dell’assedio israeliano si fanno sentire anche oltre i confini di Gaza. A Pisa è morta Marah Abu Zuhri, una ventenne palestinese giunta in Italia in condizioni critiche a causa della carenza di cure nel suo paese. Il suo decesso riaccende i riflettori sulle condizioni disperate della popolazione civile, stretta tra i bombardamenti e la mancanza di risorse essenziali.

Nel frattempo, Hamas ha riaperto la questione degli ostaggi, indicando una possibile disponibilità a negoziare una tregua in cambio del rilascio di prigionieri. Le trattative, però, restano incerte, mentre sul campo le operazioni militari proseguono senza sosta. L’Idf ha confermato che l’evacuazione forzata inizierà domani, senza chiarire quali garanzie saranno offerte agli sfollati né dove verranno alloggiati.

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