Taormina, l'incendio doloso che ha minacciato la casa di riposo: "Momenti terribili, salvi per miracolo"
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Redazione Interno
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«È stato un momento terribile, ma grazie ai residenti e ai soccorritori siamo salvi: se le cose fossero andate diversamente non avremmo più una casa e se la responsabilità di tutto questo è di natura dolosa, è riconducibile a mascalzoni senza scrupoli che avrebbero ammazzato i nostri cari anziani della casa di riposo "Carlo Zuccaro"».
Il pensiero di Paola Costa, taorminese residente in via Gaetano Martino, riassume quello di tanti cittadini che hanno visto le fiamme arrivare dietro la porta di casa durante il devastante incendio di martedì e che adesso contano i danni lasciati dal passaggio del rogo.
L'inferno di fuoco tra le contrade
Le fiamme sono divampate nella mattinata di martedì 1 settembre 2026 in contrada Sant'Antonio, in una zona situata immediatamente a valle di una casa di riposo per anziani, per poi propagarsi con impressionante velocità verso le contrade Zappulla e Tirone, avanzando in direzione dell'area boschiva al confine con il territorio di Castelmola.
La presenza del fronte del fuoco a ridosso di abitazioni e strutture sensibili ha reso inevitabile l'evacuazione delle zone maggiormente esposte, con il centro storico della Perla dello Jonio che è rimasto isolato per diverse ore a causa dell'interruzione delle vie di accesso. La principale strada d'accesso alla città, via Mario e Nicolò Garipoli, è stata chiusa in entrambe le direzioni per motivi di sicurezza, mentre il rogo danneggiava anche un serbatoio idrico comunale, compromettendo ulteriormente le operazioni di soccorso e la vita quotidiana dei residenti.
Il sindaco in prima linea e il salvataggio di una donna
Il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, si è immediatamente recato sul posto, coordinando di persona le operazioni di spegnimento insieme ai vigili del fuoco, al Corpo forestale, alla protezione civile e alla polizia municipale. Nel corso dell'emergenza, il primo cittadino ha documentato in diretta social la drammaticità della situazione, pubblicando video che mostravano una villa avvolta dalle fiamme con pannelli solari sul tetto e colonne di fumo che oscuravano il cielo.
In contrada Ziretto, De Luca insieme ad agenti della polizia municipale ha messo in salvo una donna e il suo cane, mentre le fiamme lambivano le porte delle abitazioni; l'intervento tempestivo ha evitato conseguenze ben più gravi per la residente, rimasta intrappolata dal fuoco che si stava rapidamente avvicinando alla sua casa.
Le operazioni di spegnimento, che hanno visto impegnati uomini e mezzi sia da terra che dal cielo, con l'arrivo di un elicottero dotato di cestello e successivamente di un Canadair decollato da Reggio Calabria, sono proseguite senza sosta dalla prima mattina fino al tardo pomeriggio, quando il rogo è stato finalmente contenuto e le fiamme hanno cessato di minacciare le abitazioni.
La denuncia del sindaco: "Incendio doloso"
Nel corso dell'emergenza, il sindaco De Luca non ha esitato a definire l'accaduto come un incendio di natura dolosa, basandosi sulla dinamica con cui il fuoco si è generato e sviluppato, partendo dalla zona sottostante la casa di riposo per poi espandersi rapidamente verso le aree abitate. «Non c'è dubbio che anche questo è un incendio di natura dolosa, per come si è generato e sviluppato», ha dichiarato il primo cittadino, che in un momento di forte tensione ha concluso un video con uno sfogo diretto contro gli autori, definendoli "questi bastardi".
La qualificazione dell'evento come doloso, al momento, deriva dalle dichiarazioni del sindaco e dalle immagini diffuse sui canali social, mentre non risultano ancora comunicazioni ufficiali delle autorità giudiziarie o dei comandi dei vigili del fuoco che confermino l'origine del rogo; spetterà agli accertamenti tecnici e alle indagini delle forze competenti stabilire con precisione cause e responsabilità di quanto accaduto.
Una città ferita e il peso delle indagini
Decine di ettari di vegetazione spontanea sono andati in cenere, diverse abitazioni hanno subito danni e l'acquedotto comunale è stato in parte distrutto, ma il bilancio più pesante è quello psicologico per una comunità che ha vissuto ore di terrore, con la casa di riposo "Carlo Zuccaro" che rischiava di essere avvolta dalle fiamme mentre al suo interno si trovavano anziani non autosufficienti.
Taormina, già provata da precedenti episodi di incendi estivi, ora si interroga su quanto accaduto: la pista dolosa sollevata dal sindaco apre scenari inquietanti che richiedono risposte certe dalle autorità, mentre le indagini dei carabinieri e dei vigili del fuoco procedono per fare luce su un episodio che ha messo a repentaglio la vita di decine di persone e il patrimonio storico e ambientale della città.
Le operazioni di bonifica e messa in sicurezza delle aree interessate proseguono, con gli abitanti che iniziano a fare i conti con i danni materiali e con la paura di un rischio che, se confermato come doloso, assumerebbe i contorni di un vero e proprio attentato all'intera comunità taorminese.
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