iPhone 18 Pro, ecco i 7 motivi (e una strategia) per cui conviene davvero aspettarlo

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Negli anni, lo abbiamo visto accadere con una regolarità quasi stucchevole: nuova uscita di iPhone, processore leggermente più scattante, fotocamera ritoccata nei dettagli, batteria che promette mezz’ora in più di autonomia. E, alla fine, poche ragioni valide per rimandare l’acquisto di un modello già sul mercato. Con l’iPhone 18 Pro, però, lo scenario appare diverso, e non tanto perché Apple stia preparando una rivoluzione estetica totale – cosa che non farà – quanto perché le indiscrezioni, sempre più fitte, raccontano un dispositivo più maturo, più razionale e, soprattutto, più ambizioso proprio dove conta per l’uso quotidiano.

Rosso profondo e niente più arancione: il colore che detterà tendenza

L’azienda di Cupertino ha deciso di cambiare registro cromatico, abbandonando la tonalità “Cosmic Orange” (o “Stardust Orange” che dir si voglia) che aveva contraddistinto la serie 17. Per l’iPhone 18 Pro si parla di una finitura “Deep Red”, un rosso intenso che, a giudicare dai movimenti già in atto nel settore, sembra destinato a fare scuola. Alcuni produttori Android, secondo quanto riportato da diverse testate specializzate, avrebbero già avviato le procedure di “emergency sampling” per replicare questa precisa gradazione, consapevoli che il colore scelto da Apple finirà per diventare un riferimento estetico per l’intero mercato. A completare la gamma, due classici senza tempo: un elegante grigio scuro e un bianco argenteo, per un totale di tre sole varianti che confermano la strategia di minimalismo selettivo già vista in passato.

Prezzi bloccati in un mercato in fiamme: la guerra dei costi nascosti

Mentre i listini della concorrenza – basti pensare a Xiaomi, OPPO o vivo – subiscono rincari nell’ordine del 30% a causa dell’impennata dei costi della memoria RAM e NAND (si parla di un +400% su base annua), Apple sembra intenzionata a mantenere il prezzo di partenza di iPhone 18 Pro e Pro Max fermo a 8.999 yuan, circa 1.199 dollari o 1.099 euro. Una strategia che non è certo frutto della beneficenza. L’azienda, forte di una liquidità colossale che supera i 145 miliardi di dollari, starebbe acquistando quote rilevantissime di memoria DRAM mobile direttamente dai produttori (Samsung e SK Hynix) a un prezzo persino doppio rispetto al mercato, solo per privare i competitor dei componenti necessari a produrre i loro flagship. In sostanza, perde un po’ di margine sul singolo componente (margine che recupererà poi tramite i servizi) ma blocca la produzione dei rivali, costretti ad aumentare i prezzi finali per non andare in perdita.

iPhone Air non sarà un caso isolato: la strategia dei “due tentativi”

C’è poi il discorso relativo al cosiddetto iPhone Air, il modello ultrasottile che molti avevano già frettolosamente etichettato come un flop commerciale. A gettare luce sulle reali intenzioni di Apple ci pensa Mark Gurman, il noto giornalista di Bloomberg, il quale nella sua newsletter ha spiegato come la società non abbia alcuna intenzione di abbandonare questa linea dopo una sola generazione. La casa di Cupertino, storicamente, non molla mai dopo il primo tentativo: basti pensare all’iPhone mini, arrivato alla seconda versione (12 e 13 mini) nonostante le vendite deludenti, o al più longevo iPhone Plus, che ha resistito per tre iterazioni (14, 15 e 16) prima di essere accantonato. Abbandonare Air dopo un solo anno, in questo contesto, rappresenterebbe un’eccezione imbarazzante e difficilmente giustificabile dal punto di vista dell’ammortamento delle spese di R&S.

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