Gaza, Trump festeggia la liberazione dell’ostaggio Usa: "Primo passo". Ma Netanyahu: "Aumentiamo i raid"
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Redazione Esteri
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Hamas ha annunciato la liberazione di Idan Alexander, ostaggio israelo-americano rapito durante gli attacchi del 7 ottobre 2023, confermando così un primo, seppur limitato, segnale di distensione. La notizia, accolta con soddisfazione da Donald Trump – che ha parlato di un "primo passo" – si inserisce in un contesto ancora teso, mentre il presidente americano potrebbe presentare una proposta di pace durante il suo viaggio nel Golfo, iniziato il 12 maggio. Gli Stati Uniti, escludendo Israele, si sono assunti il compito di coordinare gli aiuti umanitari a Gaza, un dettaglio non marginale che sottolinea il ruolo sempre più centrale di Washington nella crisi.
Tuttavia, le parole del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu hanno spento ogni speranza di una tregua immediata. "Intensificheremo i combattimenti", ha dichiarato, precisando che il rilascio di Alexander non comporterà né la sospensione delle operazioni militari né la liberazione di detenuti palestinesi. I negoziati per un accordo più ampio, ha aggiunto, proseguiranno "sotto il fuoco nemico", una formula che lascia intendere come l’esercito israeliano sia pronto a incrementare i raid nella Striscia.
Idan Alexander, 18enne nato e cresciuto nel New Jersey ma arruolato nell’esercito israeliano, è uno degli ultimi ostaggi ancora in vita. La sua doppia cittadinanza ha spinto il delegato americano Steven Witkoff a sollecitare la sua liberazione, presentandola come un gesto di buona volontà verso l’amministrazione Trump. Fonti della Difesa israeliana, citate da testate ebraiche, riferiscono che Alexander verrà riconsegnato nella base militare di Reim, con un cessate il fuoco temporaneo previsto dalle 12.




