Caldo record, tutta l’Italia in rosso: asfalto a 62 gradi e bollino rosso in 27 città
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Mai così caldo, tutta l’Italia è in rosso: 27 città su 27 monitorate dal ministero della Salute oggi sono in allerta. Due morti, ieri, in Puglia. I fiumi sono in secca con il Po a -8,4 metri, l’Appennino a 41 gradi, i Comuni si organizzano aprendo punti bio-climatici, i musei sono diventati dei rifugi dal calore mentre l’asfalto, secondo un’indagine di Legambiente, ha raggiunto i 62 gradi, a Imperia l’umidità ha sfiorato il 90% e sono cresciuti gli accessi ai pronto soccorso.
Il picco dell’ondata di caldo: tutte le città in bollino rosso
La quarta ondata di caldo non accenna a mollare la presa: per la prima volta quest'anno, oggi, 6 agosto, tutte le 27 città monitorate dal bollettino del ministero della Salute sono segnate con bollino rosso, che indica possibili rischi per la salute di tutta la popolazione. Anche domani il numero di Comuni coinvolti resterà alto, con 26 su 27 centri urbani in rosso e uno solo, Bolzano, che tornerà in giallo.
Dieci giorni ancora di calura: temporali al Nord e poi nuovo picco
L’ondata di caldo che sta interessando l’Italia è destinata a proseguire ancora a lungo. Nonostante l’arrivo di alcuni temporali al Nord, l’anticiclone continuerà a dominare lo scenario meteorologico, mantenendo temperature elevate e condizioni di afa su gran parte del Paese per almeno altri dieci giorni. Secondo le previsioni, l'enorme quantità di calore accumulata nelle ultime settimane rappresenta un'energia pronta a trasformarsi in fenomeni atmosferici anche intensi, come quelli attesi sulle pianure del Triveneto.
Ma sarà solo una breve pausa, dopo la quale l’anticiclone africano dovrebbe tornare a imporsi sull’Italia, riportando le temperature verso valori molto elevati proprio in avvicinamento a Ferragosto.
L'eredità di un'estate infinita: la lunga scia di caldo africano
Se guardiamo indietro, abbiamo la sensazione di aver vissuto un'unica, infinita ondata di caldo africano iniziata addirittura alla fine di maggio. I conti parlano chiaro: la prima fiammata è scattata il 24 maggio ed è durata una settimana; a metà giugno è arrivata la seconda (due settimane); poi la terza dall'8 al 22 luglio e, infine, questa quarta ondata che ci sta investendo dal 28 luglio e che dovrebbe durare fino a dopo Ferragosto, intorno al 17 agosto. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.
It, conferma un bilancio impressionante: su quasi tre mesi (24 maggio - 17 agosto), si possono identificare oltre due mesi di canicola eccezionale portata da ben 4 ondate africane.
L'asfalto che brucia e la siccità dei fiumi
Tra gli effetti più preoccupanti di questa estate da record c'è il calore accumulato dalle superfici urbane. Legambiente scende in campo, monitorando in 6 città il 64,4% delle infrastrutture sotto il sole cocente. La temperatura ambientale media, rileva l'associazione, è di 35,9 gradi, ma può arrivare a 45,3 e oltre. Tra le superfici più critiche esposte al sole, l'asfalto raggiunge una media di 52 gradi con temperature di picco di 62,7 gradi e la pavimentazione gommata arriva a 66 gradi di media con picchi di 75,6.
A Roma, in una delle strade asfaltate del Parco Palatucci a Tor Tre Teste, sono stati registrati 62,7 gradi.
La crisi idrica sta strozzando i fiumi, in particolare del Nord Italia, con ricadute enormi: a risentirne sono sia gli ecosistemi fluviali, con danni a flora e fauna, sia i comparti produttivi come l’agricoltura e la pesca d’acqua dolce. Il Po, il fiume più lungo d'Italia, deve ora fare i conti con uno stato di secca con il livello che ha toccato i -8,4 metri. A Cremona, pochi giorni fa, ha superato il record negativo della siccità che risaliva al 2022.
A Pontelagoscuro, nei pressi di Ferrara, la portata è attualmente scesa intorno ai 350 metri cubi al secondo (il livello medio, in questo periodo dell’anno, dovrebbe attestarsi sui 1.100 metri cubi/secondo).
La risalita del cuneo salino, ovvero l’ingresso dell'acqua marina nel delta del Po, è una vera piaga per l’irrigazione e l’agricoltura, poiché la salinità rende le acque inutilizzabili per le colture. Rodolfo Laurenti, ingegnere e direttore del Consorzio bonifica Delta del Po, spiega che ciò che preoccupa, in questa estate, è la persistenza del fenomeno nel tempo. Se la criticità si manifesta per pochi giorni, gli effetti sono limitati e ancora controllabili; se, come accade quest’anno, il fenomeno perdura per un mese e mezzo, le conseguenze sono ben più gravi.
L’avanzata del cuneo salino comporta l’interruzione delle irrigazioni per l’agricoltura, oltre alla salinizzazione delle falde sotterranee e all’impoverimento del suolo: i terreni interessati dal fenomeno non possono essere coltivati per almeno 3 anni.
Con il caldo estremo, senza tregua, il 2026 è diventato ufficialmente un annus horribilis per la siccità, al pari del ben noto 2022, anzi, forse peggio. A dirlo è il Consorzio della Bonifica Burana che ha segnalato una grave secca del fiume Po, che oggi segna un livello di severità idrica ritenuto “alto”, con conseguenti rischi per gli approvvigionamenti di acqua alle colture. Anche su Secchia e Panaro la situazione per certi versi è più difficile.
L’allarme siccità resta quindi più attuale che mai, con l'arrivo della quarta ondata di calore e molte regioni costrette a fare i conti con la scarsità d'acqua.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
