Bastoni e l’inchiesta escort, il difensore dell’Inter nel vortice giudiziario milanese
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Redazione Sport
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Il nome di Alessandro Bastoni, difensore dell’Inter e pilastro della Nazionale, è finito al centro di un’indagine che poco ha a che fare con il rettangolo verde. La procura di Milano sta esaminando i suoi presunti contatti con una rete di prostituzione minorile, un caso che ha scosso l’ambiente calcistico e che ha portato alla luce uno spaccato della movida milanese destinato a far discutere.
Le indagini, partite da alcune chat sequestrate e rivelate lo scorso 20 aprile, hanno già coinvolto decine di calciatori, con Bastoni che al momento risulta indagato e ha fermamente negato ogni addebito, mentre la società nerazzurra gli ha manifestato il proprio sostegno.
Le chat e i retroscena dell'agenzia
A finire sotto la lente d’ingrandimento sono soprattutto le conversazioni intercettate nell’ambito dell’inchiesta che coinvolge l’agenzia, i cui titolari sono attualmente agli arresti domiciliari. Secondo quanto riportato da La Repubblica, un elemento chiave della vicenda sarebbe un messaggio inviato nel marzo 2025 da Alessio Salamone, factotum dell’agenzia, a un calciatore di Serie A non indagato. Il testo, dal tono crudo e spregiudicato, recita: "Ceni stasera con le vacche?", ottenendo in risposta un altrettanto esplicito: "Sì ma quello munto voglio essere io".
Un dialogo che, secondo gli inquirenti, fotograferebbe un sistema di mercificazione del corpo femminile, ordinato come se si trattasse di un menù da ristorante.
I retroscena su Bastoni: tirchio e con la battuta pronta
Dalle carte emergono anche aneddoti che dipingono un ritratto a tinte fosche del difensore dell’Inter. Non solo la presunta partecipazione a serate a luci rosse, ma anche un lato caratteriale che gli stessi interlocutori descrivono con ironia tagliente. In uno scambio, il factotum Salamone lo apostrofa dicendogli: "Conosco gente che guadagna 1.500 euro al mese ed è più brillante di te. Com'è andata la serata?", e Bastoni risponde con un secco: "Tutto ok, leone".
L’elemento che fa storcere il naso, però, è un altro: secondo quanto trapelato, il calciatore si sarebbe lamentato dei prezzi dei pacchetti di intrattenimento, cercando di organizzare una cena a base di sushi per sei persone con un budget di soli 100 euro. Un dettaglio che, al di là del tenore morale, lascia intendere una certa spregiudicatezza nel gestire le proprie frequentazioni notturne.
Il dibattito televisivo e la richiesta di squalifica a vita
La vicenda ha acceso i riflettori dei talk show sportivi, dove le opinioni si sono fatte particolarmente dure. Nel corso della trasmissione Carta Bianca, la giornalista Annarita Briganti ha espresso un giudizio tranchant sul mondo del calcio e sulla notte milanese, dichiarando: "Mi preoccupa tantissimo il mondo della notte milanese marcio: e il mondo del calcio è marcio. Circa 70 giocatori coinvolti non è poco, ordinavano le donne come se fossero pezzi di sushi".
La stessa Briganti ha poi aggiunto che questi comportamenti contribuirebbero a "mercificare il corpo delle donne con uno schema patriarcale". Nel corso del dibattito è stata avanzata persino l’ipotesi di una squalifica a vita per i calciatori coinvolti, affiancata da una provocazione sul piano economico: "Lavoro da 300-500 euro al mese". Un intervento che ha scaldato gli animi e che riflette il clima di indignazione che circonda l’inchiesta.
Il futuro di Bastoni tra campo e aula di giustizia
Mentre la procura milanese prosegue le sue verifiche, la situazione personale di Bastoni resta sospesa tra il piano legale e quello sportivo. L’Inter, attraverso i propri canali, ha fatto sapere di non voler lasciare solo il giocatore in questo frangente, offrendogli il supporto dell’ambiente nerazzurro. Tuttavia, il futuro del difensore appare più nebuloso che mai, anche in chiave di mercato: qualora dovesse arrivare un’offerta congrua, la società potrebbe valutare la cessione, anche se al momento ogni discorso è subordinato all’evolversi delle indagini.
Quel che è certo è che, dopo la simulazione che gli valse uno Scudetto contestato, l’espulsione rimediata contro la Bosnia e ora questo vortice giudiziario, il 2026 sarà per Bastoni un anno che difficilmente potrà dimenticare, segnato da un’ombra che il calcio non potrà dissolvere con un semplice fischio finale.




