Stellantis, Cappellano rassicura sui tagli ma il futuro di Mirafiori resta in bilico tra hub e mercato

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ECONOMIA

Redazione Economia Redazione Economia   -   La doccia fredda, per i sindacati e per i lavoratori del polo torinese, era già arrivata il 21 maggio scorso con la presentazione del piano industriale a Detroit, un evento da cui Mirafiori era stata inspiegabilmente esclusa, quasi un fantasma nei rendering di un futuro che sembrava non riguardarla. clubalfa +2

Ieri, in un incontro con la stampa tenutosi proprio nello stabilimento, Emanuele Cappellano, responsabile per l'Europa allargata di Stellantis, ha provato a gettare acqua sul fuoco, o quantomeno a ridimensionare la portata dell’incendio, chiarendo un punto cruciale: il taglio di 800mila veicoli della capacità produttiva europea, una manovra dolorosa annunciata dal gruppo, non toccherà gli stabilimenti italiani. clubalfa +2

Una promessa, quella del manager, che suona come un’ancora di salvezza gettata in un mare agitato da continue riconversioni, anche se le onde della preoccupazione per lo storico sito di corso Settembrini sono ancora altissime. fim-cisl +2

Mirafiori, tra ibrido e hub tecnologico: la scommessa delle 100mila unità

Quando si è trattato di parlare del cuore pulsante della produzione torinese, la mitica 500, Cappellano è stato però realista, se non addirittura disarmante. L’obiettivo, spesso ripetuto come un mantra, di raggiungere le 100mila unità per la versione ibrida della city car entro l’anno, non è affatto scontato.

“Dipende dalla dinamica di mercato”, ha tagliato corto il manager, ammettendo senza troppi giri di parole che la domanda, nei primi tre mesi del 2026, si è fermata a quota 15mila esemplari. fim-cisl +2

Un dato, quest’ultimo, che fotografa una realtà di mercato ben più ostica delle previsioni a tavolino.

Tuttavia, a differenza di quanto si temesse, non ci sarà una riduzione della capacità produttiva a Mirafiori; anzi, la missione attuale – che comprende sia la 500 elettrica sia quella ibrida – resta confermata, in attesa di vedere come evolveranno gli scenari.

Cappellano ha però voluto ribadire un concetto che forse finora è stato sottovalutato: Mirafiori non è (solo) una linea di montaggio. clubalfa +2

L'ex gigante industriale si sta trasformando in un hub polifunzionale dove, accanto alla produzione, trovano spazio il Battery Technology Center, l’economia circolare e la sede europea del gruppo, la cui palazzina centrale riaprirà i battenti nel 2027. Una metamorfosi che, nelle intenzioni del gruppo, dovrebbe garantire al sito un futuro anche al di là dei volumi di vendita delle utilitarie. fim-cisl +2

Pomigliano al centro del futuro elettrico: due modelli low cost sulla piattaforma E-Car

Se a Torino l’orizzonte appare ancora annebbiato dalla nebbia dell’incertezza sui volumi, a Pomigliano d’Arco il sole sembra splendere con più decisione. Il manager ha infatti messo nero su bianco il destino dell’impianto campano, destinato a diventare un avamposto della rivoluzione elettrica low cost del gruppo. fim-cisl +2

Dal 2028, lo stabilimento ospiterà la produzione di almeno due modelli sviluppati sulla nuova piattaforma E-Car, quella dedicata alle city car a batteria il cui prezzo, si spera, rimarrà al di sotto della fatidica soglia dei 20mila euro per riconquistare le masse. clubalfa +2

Un annuncio che dà corpo alle voci circolate nelle scorse settimane, sebbene Cappellano non abbia voluto sbilanciarsi sui brand che vestiranno questi due modelli; durante l’Investor Day si era parlato di Fiat e Citroen, ma l’unica certezza, per ora, è che la storica Pandina continuerà a uscire dalle linee di Pomigliano fino almeno al 2030. clubalfa +2

L'approccio del gruppo, ha spiegato Cappellano, è quello di valutare tutte le opzioni sul tavolo, incluse possibili partnership industriali, pur di essere competitivi e veloci nello sviluppo di queste vetture essenziali per la quota di mercato europea. fim-cisl +2

Melfi si rafforza, Cassino resta in attesa: il rebus dei modelli di lusso

Spostando lo sguardo sugli altri poli nevralgici della penisola, il quadro delineato da Cappellano presenta luci e ombre.

Da un lato, Melfi riceve una spinta notevole: il piano di investimenti da 2 miliardi di euro per l’Italia non solo è confermato, ma si rafforza, con l’arrivo di una nuova Alfa Romeo aggiuntiva rispetto a quanto già preventivato, un modello che vedrà la luce proprio nel 2028.

Dall’altro lato, però, resta il grande punto interrogativo di Cassino, lo stabilimento che produce i modelli di punta del Biscione e della Maserati. fim-cisl +2

Il manager ha infatti rinviato ogni decisione o annuncio concreto a dicembre, quando verrà presentato il piano industriale dedicato al mondo del lusso. Per quanto riguarda Giulia e Stelvio, le due ammiraglie di Alfa Romeo in attesa di un rinnovamento, Cappellano si è limitato a garantire che “non abbiamo intenzione di ridurre la gamma”, pur senza fornire dettagli tecnici o temporali sul loro futuro. fiom-cgil +2

Un silenzio, quello sul segmento D, che alimenta le preoccupazioni per un sito produttivo cruciale per le ambizioni premium del gruppo, lasciato in attesa di scoprire se avrà un ruolo nella nuova era o se verrà sacrificato sull’altare dell’efficientamento produttivo. clubalfa +2

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