Stellantis, Cappellano: “Piano Italia rafforzato, ma restano i nodi Cassino e Maserati”
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Redazione Economia
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Torino – Dopo la presentazione del piano strategico “FastLane 2030” a Detroit, avvenuta ormai una decina di giorni fa, Emanuele Cappellano, responsabile per l’Europa allargata del gruppo, ha voluto fare chiarezza sulle ricadute concrete degli annunci del ceo Antonio Filosa sui stabilimenti italiani.
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L’occasione è stato l’incontro con la stampa tenutosi proprio a Mirafiori, dove il manager ha ribadito un concetto chiave: la razionalizzazione della capacità produttiva in Europa, pari a un taglio di 800mila veicoli previsto entro la fine del decennio, non toccherà i siti produttivi nazionali. cremonaoggi +3
“Non ci sono azioni in Italia – ha sottolineato Cappellano – non c’è nulla che riguardi la riduzione della capacità installata nel nostro Paese”, un’assicurazione che arriva a chiusura di un biennio nero per le fabbriche italiane del gruppo, segnato da ammortizzatori sociali e crolli di volumi mai così bassi dai tempi del dopoguerra. frosinonenews +3
Melfi, Pomigliano e Atessa: i pilastri del rilancio (con qualche incognita)
Stellantis, stando alle parole del numero uno europeo, non solo conferma i 2 miliardi di investimenti già stanziati per il “Piano Italia”, ma addirittura li rafforza.
La strategia prevede un modello aggiuntivo a Melfi – una nuova Alfa Romeo di segmento C che non era preventivata in precedenza – e lo sbarco della piattaforma “E-Car” a Pomigliano d’Arco, dove troveranno spazio almeno due modelli destinati ai brand Fiat e Citroën a partire tra la fine del 2027 e il 2028. latorreoggi +3
“Abbiamo un progetto di investimenti molto robusto – ha spiegato Cappellano – tutti i nostri stabilimenti avranno nuovi modelli e nuove piattaforme”. A queste si aggiunge la nuova generazione di veicoli commerciali “Pro-One” destinata allo stabilimento Sevel di Atessa. ilgiornaledivicenza +3
Tuttavia, se il quadro per questi siti sembra delineato, il manager ha mantenuto un profilo più cauto per quanto riguarda la saturazione produttiva effettiva; a proposito di Mirafiori, dove si producono la 500 elettrica e la nuova 500 ibrida, l’obiettivo delle 100mila unità è stato definito come un traguardo dipendente esclusivamente “dalla dinamica del mercato”. calcionews24 +3
Il bivio di Cassino e l’enigma dell’alto di gamma
Se la maggior parte degli stabilimenti può tirare un sospiro di sollievo, il futuro dello storico stabilimento di Cassino resta appeso a un filo, o meglio, a un doppio filo condizionato dai destini di Alfa Romeo e Maserati.
Attualmente, lo stabilimento laziale – che nel primo trimestre del 2026 ha subito un crollo della produzione del 37,4% rispetto all’anno precedente – attende ancora un piano industriale chiaro per i segmenti D ed E, quelli dell’alto di gamma dove operano i due marchi di lusso del gruppo. sky +3
“Su Alfa e Maserati stiamo lavorando – ha ammesso Cappellano – stiamo decidendo se procedere con le nostre forze o attraverso partnership”.
L’obiettivo dichiarato è quello di trovare soluzioni che garantiscano economie di scala e competitività in una fascia di mercato complessa, dove la vecchia architettura “Stla Large” sembra destinata a essere rivista o accantonata.
Una risposta definitiva è attesa per dicembre, quando il gruppo presenterà a Modena un piano dedicato specificamente a Maserati, che si ripercuoterà inevitabilmente sul destino dello scalo di Cassino. cremonaoggi +3
Il dialogo con i sindacati e la produzione in ripresa
In attesa di questi sviluppi, Cappellano ha confermato che il confronto con le parti sociali è programmato per il 15 giugno a Roma, a ridosso dell’audizione parlamentare dell’ad Filosa fissata per il 17 giugno.
Il manager ha riconosciuto che, dopo un periodo di tensioni, il rapporto con i sindacati è diventato “essenziale e proficuo” per gestire la complessità della transizione. Sul fronte dei volumi, i dati del primo trimestre 2026 offrono un segnale di inversione di tendenza: con 120. borsaitaliana +3
366 veicoli prodotti, si registra un +9,5% rispetto allo stesso periodo del 2025, trainato principalmente dalle performance di Melfi (+92,5%) e Mirafiori (+42,4%). Pur senza mai ufficializzare il sogno di tornare al milione di auto, Cappellano ha ammesso che “se il trend attuale sarà confermato, la produzione del 2026 sarà più alta di quella del 2025”, lasciando intendere che il pavimento della crisi, per il gruppo in Italia, potrebbe essere stato finalmente toccato. tutto +3




