Stellantis, Cappellano esclude tagli in Italia: nuovi modelli a Melfi, Pomigliano e Atessa, ma l’energia costa troppo

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ECONOMIA

Redazione Economia Redazione Economia   -   Torino.

Mentre in Europa il gruppo Stellantis si prepara a ridurre la capacità produttiva di 800mila unità – un aggiustamento che il management preferisce definire "riconversione" anziché taglio, visto che avverrà attraverso joint venture e riqualificazioni senza la chiusura fisica degli stabilimenti – l’Italia riceve una sorta di blindato rassicurazione.

A fornirla è stato Emanuele Cappellano, responsabile per il Vecchio Continente della casa automobilistica, il quale ha incontrato la stampa proprio nello storico stabilimento di Mirafiori. askanews +3

Il manager è stato netto: “In Italia non ci sarà riduzione di capacità installata. Non ci sono azioni in questo senso che riguardano le nostre fabbriche”.

Una precisazione non secondaria, se si considera che il piano industriale “FaSTLAne 2030”, presentato dal ceo Antonio Filosa appena una settimana fa a Detroit, prevede una profonda razionalizzazione del footprint europeo per adeguarlo a una domanda in contrazione e a un contesto normativo sempre più pressante in tema di emissioni. askanews +3

Il “Piano Italia” non solo resta valido, ma viene rafforzato

Cappellano ha voluto ribadire che il cosiddetto “Piano Italia” – quello che prevede 2 miliardi di investimenti diretti e 7 miliardi di acquisti nella filiera – non è stato accantonato. Anzi. “Non solo è confermato, ma sarà rafforzato”, ha dichiarato, elencando una serie di novità che riguardano i vari siti produttivi.

A Melfi, per esempio, arriverà un modello in più: una nuova crossover Alfa Romeo, erede della Tonale, sviluppata sulla piattaforma STLA Medium già utilizzata dalla nuova Jeep Compass. rainews +3

Ma le sorprese non finiscono qui; lo stabilimento lucano, che attualmente produce anche i modelli Giulia e Stelvio, vedrà questi ultimi proseguire la loro carriera commerciale senza interruzioni, almeno per il momento.

A Pomigliano d’Arco, invece, il futuro è segnato dalla piattaforma “E-Car”, destinata a veicoli elettrici di piccole dimensioni (il cui prezzo dovrebbe aggirarsi sotto i 15mila euro), mentre ad Atessa si punta su una nuova generazione di veicoli commerciali leggeri.

Persino la “Pandina”, l’erede della mitica Panda ibrida, continuerà a essere prodotta fino al 2030. ilsole24ore +3

Il nodo energia e i dubbi di Mirafiori

Nonostante le rassicurazioni sui volumi – Cappellano ha osservato che, guardando l’andamento dei primi mesi del 2026, la produzione annua potrebbe risultare superiore a quella del 2025 – il responsabile Europa ha voluto lanciare un segnale preciso al governo e alle istituzioni.

Il tema è il costo dell’energia, una voce che in Italia pesa come un macigno sulla competitività. Se in Francia il costo si aggira intorno ai 100 euro al kW e in Spagna addirittura tra i 40 e i 50, da noi si superano abbondantemente i 200 euro. torinocronaca +3

Un divario che, a conti fatti, rende più complicato giustificare nuovi volumi produttivi sul territorio. E proprio in questo contesto si inserisce la cautela mostrata dal manager riguardo a Mirafiori. milanofinanza +3

L’obiettivo, mai ufficializzato del resto, di produrre 100mila unità della Fiat 500 ibrida a Torino è appeso all’andamento del mercato: “Nei primi tre mesi ne abbiamo fatte 15mila, tutto dipenderà dalla domanda”, ha spiegato Cappellano, specificando che intanto l’impianto si sta trasformando in un hub multifunzionale, tra centro per le batterie (Battery Technology Center) e attività di economia circolare. ilsole24ore +3

Dialogo (ri)aperto con i sindacati e attesa per la Ue

L’incontro con la stampa è servito anche per tracciare le scadenze del negoziato sociale. Stellantis ha già fissato per il 15 giugno un appuntamento con i sindacati a Roma, appuntamento che precederà di due giorni l’audizione parlamentare del ceo Antonio Filosa.

Cappellano ha riconosciuto che, in passato, l’azienda “non è stata molto aperta al dialogo”, auspicando quindi un “equilibrio costante” con tutte le componenti della cosiddetta “filiera allargata”. ilsole24ore +3

Sul fronte politico, infine, l’azienda sollecita interventi rapidi da Bruxelles, specialmente per quanto riguarda i target di elettrificazione per i veicoli commerciali, dove la domanda reale (appena il 10%) è ancora lontana dalle soglie minime fissate (20%), con il rischio concreto di dover accantonare risorse per sanzioni salate. Un puzzle complesso, insomma, dove le certezza sui modelli non bastano a fugare tutte le nubi sull’orizzonte industriale. ilsole24ore +3

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