Stellantis, tensioni e proteste a Melfi e Pomigliano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nella sala del consiglio comunale di Melfi, l'assessore regionale allo Sviluppo Economico, Francesco Cupparo, ha partecipato all'assemblea promossa dai sindacati dei metalmeccanici, riferendo dell'incontro avuto in mattinata con il direttore dello stabilimento Stellantis di Melfi, Nicola Intrevado. L'assessore ha voluto ottenere informazioni dirette sul "Piano Melfi" a seguito degli eventi recenti che hanno coinvolto Stellantis. Nel frattempo, a Pomigliano d'Arco, la produzione si è fermata sul secondo e terzo turno nello stabilimento Stellantis a causa della mancanza di materiale, dovuta al blocco dell'ingresso merci da parte dei lavoratori Trasnova. Quest'azienda, cui Stellantis non ha ancora rinnovato la commessa per le attività nei propri siti produttivi italiani, ha visto i suoi circa 90 lavoratori impiegati a Pomigliano continuare il presidio anche durante la notte, bloccando l'ingresso merci.

A Melfi, i dipendenti dello stabilimento Stellantis e dell'indotto automotive, riuniti in un'assemblea pubblica nella sala consiliare del Comune, hanno espresso rabbia e scoramento. La situazione è critica: molte famiglie dipendono economicamente da Stellantis, con intere generazioni impiegate tra stabilimento e indotto, nate proprio grazie alla prospettiva di un lavoro fisso. La protesta a Pomigliano ha visto i lavoratori Trasnova appendere i nomi dei licenziati su un albero di Natale, un gesto simbolico che sottolinea la gravità della situazione. La produzione si è fermata a causa del blocco dell'ingresso merci, e il presidio dei lavoratori continua, con la speranza di ottenere risposte e soluzioni concrete.

Nel contesto delle tensioni sindacali, si è verificato uno scontro frontale tra la Fiom e la Uilm. Di Traglia e Guidi hanno criticato il segretario della Uilm, Gennaro D'Avino, accusandolo di incoerenza: mentre i suoi rappresentanti sindacali interni entravano al lavoro, lui dichiarava lo sciopero fuori dai cancelli. La Filt-CGIL ha smentito le affermazioni di D'Avino, definendole fuorvianti e non veritiere. La situazione resta tesa, con i sindacati che chiedono un intervento urgente del governo per salvaguardare il futuro di migliaia di lavoratori.

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