Fine vita, in Umbria parte la raccolta firme per la legge "Liberi subito"
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Redazione Interno
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Da aprile, l’Umbria si prepara a diventare protagonista di un dibattito che, ormai da anni, divide e unisce l’opinione pubblica italiana: quello sul fine vita. La raccolta firme per la proposta di legge regionale di iniziativa popolare, denominata "Liberi subito", punta a raggiungere almeno 3 mila sottoscrizioni nei primi tre mesi, come annunciato da Laura Santi, attivista dell’associazione Luca Coscioni. Santi, affetta da una forma progressiva di sclerosi multipla, è tra i principali promotori di un testo che mira a garantire il diritto a una morte dignitosa, in linea con quanto già avvenuto in altre regioni.
La proposta umbra si inserisce in un contesto nazionale frammentato, dove il tema del fine vita continua a essere oggetto di scontri politici e istituzionali. Da un lato, la Toscana ha già approvato una legge regionale, diventando un modello per chi sostiene la necessità di norme che regolino il suicidio assistito. Dall’altro, la Lombardia, guidata da Attilio Fontana e sostenuta dal governatore veneto Luca Zaia, ha visto il primo caso di suicidio assistito, alimentando ulteriormente il dibattito. Tuttavia, gli alleati di governo dei leghisti, in particolare Forza Italia e Fratelli d’Italia, hanno espresso riserve, definendo "fughe in avanti" le iniziative regionali e sostenendo che una legge nazionale sarebbe l’unica soluzione per evitare disparità territoriali.
Intanto, l’associazione Luca Coscioni, da anni in prima linea su questi temi, sta portando avanti una battaglia capillare. Proposte di legge sono in discussione in quasi tutte le regioni, con l’eccezione del Molise e del Trentino-Alto Adige, dove il testo deve ancora essere distribuito. Gli attivisti, che hanno avviato dibattiti in tutta Italia, sottolineano come la Toscana rappresenti un punto di riferimento imprescindibile. «La Toscana sia modello per le altre regioni», è l’appello che risuona tra chi sostiene che una normativa chiara possa evitare sofferenze inutili e tragedie personali.




