L’ombra dell’Iran sul Kuwait: cinque americani feriti e la scia di polvere dei droni MQ-9 Reaper

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un’operazione militare che sapeva di rappresaglia calcolata, quella messa a segno dai Guardiani della rivoluzione iraniani, ha trasformato una base aerea in Kuwaitteatro logistico avanzato per le forze statunitensi – in un bersaglio di precisione. mediaset +2

Secondo quanto riportato da Bloomberg, il bilancio dell’attacco missilistico parla di cinque feriti tra il personale americano, un danno collaterale che ha coinvolto sia contractor che militari in servizio attivo, e la parziale distruzione di due droni MQ-9 Reaper, quei velivoli senza pilota dal costo di circa trenta milioni di dollari ciascuno, rimasti sepolti sotto le macerie e i detriti piovuti sulla base di Ali Al Salem. mediaset +2

L’allarme, in realtà, era scattato già giovedì: i Pasdaran, attraverso un comunicato ripreso dalla televisione di Stato iraniana, avevano rivendicato la volontà di colpire quella che definivano “l’origine dell’aggressione statunitense”, riferendosi a un precedente attacco americano nei pressi dell’aeroporto di Bandar Abbas, nel sud dell’Iran, dove le forze di Washington avevano abbattuto quattro droni e colpito un centro di controllo in quella che la Casa Bianca ha definito un’azione “puramente difensiva”. mediaset +2

Missili e contro-missili: la dinamica della difesa aerea su Ali Al Salem

La dinamica dell’attacco – avvenuto quando ormai Trump siede alla Casa Bianca da più di un anno, in un contesto di tregua fragile ma costantemente violata – rivela una certa efficacia delle contromisure locali, sebbene non sufficiente a evitare conseguenze sul personale e sui mezzi. mediaset +2

Stando alle informazioni raccolte, le difese aeree kuwaitiane sono riuscite a intercettare un missile Fateh-110 (un ordigno balistico a corto raggio), ma i rottami dell’arma, esplosa in volo o colpita in fase terminale, si sono abbattuti sulla struttura militare causando lesioni di entità lieve ai cinque americani e devastando la flotta di droni Reaper presenti sulla pista. mediaset +2

Il fatto che l’incursione abbia seguito di poche ore l’annuncio ufficiale dei Guardiani della rivoluzione, i quali avevano giurato che “qualsiasi aggressione non resterà impunita”, trasforma l’episodio in un avvertimento tattico: Teheran, nonostante la pressione diplomatica e le liste di condizioni per una tregua, dimostra di poter allungare il proprio braccio armato fino a sfiorare i confini di un paese come il Kuwait, storicamente alleato degli Stati Uniti. mediaset +2

Un’altra emergenza umanitaria: il Libano meridionale e l’ordine di sfollamento verso il fiume Zahrani

Mentre le diplomazie internazionali tentavano di ricucire lo strappo nel Golfo, il teatro libanese si riempiva di nuove, drammatiche crepe. L’esercito israeliano ha emesso un ordine di evacuazione immediata per i residenti di Mayfadoun, Choukine e Zebdine, tre località incastonate nel distretto di Nabatieh, a sud del Libano. mediaset +2

L’avvertimento, pubblicato come un bollettino meteorologico catastrofico sull’account X del portavoce militare, ordinava a chiunque si trovasse in quelle case di “spostarsi a nord del fiume Zahrani” – una linea immaginaria che taglia la penisola araba a circa quaranta chilometri dalla frontiera con Israele.

La motivazione ufficiale parla di imminenti raid mirati contro infrastrutture di Hezbollah, accusato di violare il cessate il fuoco in atto. mediaset +2

In questo quadro di movimenti forzati e polvere da sparo, l’Unicef ha diffuso un dato che fa rabbrividire: nell’arco di una sola settimana, settantasette bambini (piccoli corpi schiacciati tra le macerie di edifici che non avrebbero mai dovuto essere bersagli) sono stati uccisi o feriti in Libano. Una media di undici minori al giorno, una strage silenziosa che si consuma mentre gli adulti discutono di corridoi umanitari e fasce di rispetto. mediaset +2

Cronaca nera e disagi: dal Brennero bloccato ai due femminicidi che hanno scosso l’Italia

Spostando lo sguardo sul fronte interno, l’Italia ha vissuto una giornata segnata da emergenze trasversali e omicidi domestici che riaccendono i riflettori sulla violenza di genere.

Sul versante delle infrastrutture, il passo del Brennero è andato letteralmente in tilt a causa di una manifestazione ambientalista organizzata in Tirolo: bloccata l’A22 verso nord dal casello di Vipiteno per l’intera giornata, con ripercussioni pesantissime sul traffico dei mezzi pesanti e roghi appiccati sui binari che hanno causato ritardi ferroviari fino a cento minuti per Alta Velocità e regionali. mediaset +2

Più cupa e dolorosa la cronaca giudiziaria: a Bordighera si indaga per la morte di una bambina di appena due anni, un caso che ha portato all’arresto del patrigno.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Imperia, hanno evidenziato un quadro di maltrattamenti sistematici (i referti parlano di un trauma cranico non compatibile con una banale caduta dalle scale), mentre gli inquirenti continuano a setacciare i dispositivi digitali della coppia per ricostruire gli ultimi istanti di vita della piccola. mediaset +2

A Ferrara, infine, un uomo di cinquantadue anni è stato tratto in arresto dopo l’omicidio della moglie, una donna di cinquant’anni trovata senza vita nell’appartamento del quartiere Barco: secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato proprio il marito a chiamare i soccorsi dopo aver sferrato le coltellate, salvo poi avvalersi della facoltà di non rispondere dinanzi al pm. mediaset +2

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