Madre e figlia uccise dalle esalazioni di una griglia a Sesto San Giovanni, i corpi in decomposione trovati dopo giorni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’odore, diventato ormai insopportabile dopo giorni di persistenza, ha insospettito i vicini del quarto piano al numero 118 di via Rovani, a Sesto San Giovanni. Sono stati loro, nel pomeriggio di venerdì 11 aprile, a lanciare l’allarme che ha portato i vigili del fuoco a forzare la porta dell’appartamento, dove giacciono i corpi senza vita di due donne, madre e figlia di 82 e 50 anni. La scoperta, avvenuta intorno alle 17.30, ha rivelato una scena che lascia pochi dubbi sulla dinamica, sebbene sia stata la magistratura a dover fare piena luce sull’accaduto: le due donne, infatti, sarebbero morte diversi giorni fa a causa del monossido di carbonio sprigionatosi da una griglia lasciata accesa all’interno dell’abitazione.

Un silenzio rotto solo dal cattivo odore

A dare l’allarme, come detto, è stato un condomino il quale, non vedendole da tempo e notando un forte lezzo provenire dall’alloggio, ha richiesto l’intervento dei soccorsi. I vigili del fuoco del nucleo SAF, entrati in azione insieme ai carabinieri e ai sanitari del 118, hanno trovato i corpi in avanzato stato di decomposizione, un elemento che lascia intendere come il decesso risalga ormai a parecchi giorni prima del ritrovamento. Tra i primi rilievi effettuati sul posto, non è emerso alcun segno di violenza o di effrazione; la porta, anzi, era regolarmente chiusa dall’interno, circostanza che ha subito indirizzato le indagini verso la pista dell’incidente domestico o di un gesto estremo, vista la presenza, accanto ai corpi, di una griglia che risultava ancora accesa.

L’ipotesi investigativa e il ruolo della procura

La procura di Monza, che ha aperto un fascicolo per fare piena luce sulla vicenda, ha disposto l’autopsia sui cadaveri delle due donne; solo l’esame istologico, del resto, potrà confermare con certezza l’avvelenamento da monossido di carbonio, sebbene i primi riscontri investigativi lo diano per certo. La griglia, rinvenuta all’interno della camera da letto – e che alcuni media hanno descritto come spenta o comunque non più in funzione al momento dell’ingresso dei pompieri – rappresenta il fulcro materiale dell’inchiesta. Si valuta, in particolare, se si sia trattato di un tragico incidente legato a una errata ventilazione dell’ambiente o, come ipotizzato da alcune fonti, di un suicidio consumato attraverso l’inalazione delle esalazioni, anche se al momento nessuna pista è stata ufficialmente scartata.

L’attesa per i riscontri autoptici

La magistratura, nelle more degli accertamenti tecnici, mantiene il massimo riserbo sull’identità delle vittime e su eventuali elementi biografici che possano spiegare l’accaduto, anche se i vicini hanno riferito di non incrociarle da giorni nei pressi dello stabile. I corpi, una volta rimossi dall’appartamento di via Rovani, sono stati trasferiti all’istituto di medicina legale, dove i medici legali cercheranno di stabilire con esattezza la data del decesso e la concentrazione letale di monossido nel sangue. Resta, al momento, l’eco di una tragedia silenziosa consumata tra quelle mura domestiche, laddove una griglia accesa si è trasformata in una trappola mortale per due donne legate dal sangue e dallo stesso, tragico, destino.

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