Madre e figlia uccise a villa Pamphili: la donna non aveva assunto droghe
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Redazione Interno
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I primi risultati delle analisi tossicologiche escludono che la donna trovata morta sabato scorso a villa Pamphili, insieme alla figlia di sei mesi, avesse assunto sostanze come eroina o altre droghe comuni. Gli accertamenti, tuttavia, proseguiranno per verificare la possibile presenza di composti sintetici, mentre le indagini tentano di ricostruire l’identità della vittima, una trentenne il cui corpo è stato rinvenuto in uno dei parchi più frequentati della capitale.
Quella che doveva essere un’oasi di tranquillità, teatro di incontri diplomatici e passeggiate tra i vialetti alberati, si è trasformata in una scena del crimine. A poca distanza dai luoghi che hanno ospitato personalità come Re Carlo d’Inghilterra o il vicepresidente americano JD Vance, due vite sono state spezzate in modo brutale. Le ipotesi investigative, ancora non confermate, lasciano intendere che l’autore del duplice omicidio possa essere un uomo, ma al momento non ci sono dettagli ufficiali sulle dinamiche.
La tragedia ha riacceso i riflettori sulle contraddizioni di un parco che, nonostante l’apparenza curata, nasconde ai margini situazioni di degrado. Tra gli alberi si muovono da anni senza fissa dimora e persone ai margini della società, una realtà spesso ignorata dalla città. Eppure, proprio in quegli stessi spazi, si consuma una violenza che difficilmente può essere liquidata come un episodio isolato.




