Roma, madre e figlia morte a Villa Pamphili: il cerchio si stringe sul killer

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Gli investigatori sono sempre più vicini a risolvere il caso del duplice ritrovamento dei corpi di una donna e della sua bambina, avvenuto sabato scorso nel parco di Villa Pamphili. Mentre la vittima adulta, una trentenne di carnagione chiara e capelli biondi, potrebbe essere stata colta da un malore – ipotesi ancora al vaglio – la piccola, di appena sei mesi, presentava segni inequivocabili di violenza: strangolamento ed ematomi, oltre a tracce di denutrimento.

Le indagini, coordinate dalla procura di Roma, hanno subito un’accelerazione nelle ultime ore grazie all’identificazione della donna, il cui nome non è stato ancora reso noto. Questo passaggio, cruciale per ricostruire gli ultimi momenti delle due vittime, potrebbe condurre all’arresto del presunto assassino, già descritto da alcuni testimoni come un uomo visto in compagnia della bambina poco prima del ritrovamento.

Il parco, uno dei più vasti della capitale e situato a ridosso del Vaticano, è stato perquisito meticolosamente, mentre gli inquirenti incrociano dati anagrafici e riscontri forensi per confermare l’identità della madre. Sebbene gli investigatori abbiano precisato che serviranno ancora "uno o due giorni" per avere certezze, l’ipotesi più accreditata è che l’uomo abbia agito in solitudine, uccidendo la neonata e abbandonando il corpo della donna, forse già privo di vita.

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