Roma, madre e figlia morte a Villa Pamphili: si stringe il cerchio sul killer
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Redazione Interno
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Potrebbe essere vicina a una svolta l’indagine sul duplice omicidio della donna e della bambina ritrovate senza vita sabato scorso nel parco di Villa Pamphili. Gli inquirenti, che nelle ultime ore hanno accelerato le attività investigative, stanno concentrandosi su un uomo dalla "carnagione olivastra", visto insieme alla piccola poco prima del ritrovamento. La neonata, come emerso dagli accertamenti, presentava segni di strangolamento, mentre sul corpo della madre – trovato a poche centinaia di metri di distanza, nascosto sotto un cespuglio di oleandri e coperto da un sacco nero – non sono state rilevate violenze evidenti.
L’identificazione della vittima, bionda, alta circa 164 centimetri e con numerosi tatuaggi, è arrivata dopo giorni di ricerche, grazie anche alla testimonianza di un’operatrice del servizio giardini. La donna, che lavora nell’area del parco, avrebbe fornito dettagli cruciali, confermando di aver visto la coppia in compagnia di un uomo. Le segnalazioni pervenute in seguito alla diffusione delle immagini dei tatuaggi hanno permesso di ricostruire l’identità della vittima, fino a quel momento "invisibile", come la figlia.
Mentre la caccia al presunto assassino prosegue, gli investigatori stanno verificando ogni possibile collegamento con le strutture di accoglienza della zona, dove la donna potrebbe essersi rivolta in cerca di aiuto. Non è ancora chiaro se i due fossero senza fissa dimora o avessero legami con l’area del parco, frequentato da famiglie e jogger. Quel che è certo è che qualcuno le ha notate in vita, e proprio quelle tracce potrebbero portare alla soluzione del caso.




