L’infortunio di Alcaraz, l’allarme dalla Spagna: Roma e Parigi nel mirino del polso che cede
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Redazione Sport
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L’allarme, in Spagna, è ormai più che un semplice sospetto: si tratta di una preoccupazione concreta che rischia di compromettere l’intera stagione sulla terra battuta di Carlos Alcaraz. Dopo il brusco ritiro dal torneo di Barcellona, dove il campione murciano aveva fatto il suo esordio vincendo contro Otto Virtanen, la notizia del forfait al Masters 1000 di Madrid ha gettato nello sconforto i tifosi e nel dubbio più assoluto gli addetti ai lavori. Ciò che doveva essere la lancia di risalita verso gli appuntamenti più prestigiosi della primavera, ovvero gli Internazionali di Roma e il Roland Garros, si è trasformato in un rebus medico che tiene col fiato sospeso l’intero circuito. Lo stesso Alcaraz, apparso visibilmente affranto di fronte ai cronisti al Real Club de Tenis catalano, ha raccontato di aver “sentito il polso cedere”, un’ammissione che ha fatto scattare tutte le sirene del caso, perché un problema a un’articolazione così delicata come quella del polso – lo si è visto in passato con altri campioni – non ammette né scorciatoie né recuperi azzardati.
Versione contrastanti sullo stop: dall’ottimismo di due settimane al rebus stagionale
La narrazione ufficiale, inizialmente, lasciava spazio a un moderato ottimismo: qualche giorno di riposo e poi il rientro in campo per non perdere il filo del discorso sul rosso. Ma la realtà dei fatti ha preso rapidamente una piega diversa, e dalle principali testate spagnole, come 'Sport.es' e 'As', emergono versioni tutt’altro che concordanti. Se da un lato si parla di uno stop di appena due settimane, dall’altro si fa largo l’ipotesi più temuta, quella di un fermo prolungato che potrebbe costringere il numero due del mondo a saltare non solo Madrid (dove era già assente lo scorso anno), ma anche l’appuntamento romano e quello parigino. È proprio questa seconda eventualità a gettare un’ombra lunghissima sulla corsa al ranking, perché Alcaraz arriva a questo frangente critico della stagione con un bagaglio di punti pesantissimo da difendere: ben 1.000 punti valgono la finale vinta l’anno scorso al Foro Italico, e 2.000 punti lo aspettano a Parigi, dove trionfò in una finale epica proprio contro Jannik Sinner.
Roma e Parigi nel mirino: il conto alla rovescia per la corsa al numero 1
Se si osserva il calendario, i tempi sono strettissimi. Gli Internazionali d’Italia scattano il 6 maggio, mentre l’appuntamento con la “Seconda Settimana” sulla terra parigina è fissato per il 24 maggio. Per Alcaraz, che attualmente occupa la seconda posizione nel ranking ATP alle spalle di Sinner (con un distacco che si attesta intorno ai 110 punti, considerando che l’azzurro guida con 13.350 punti contro i 13.240 dello spagnolo ), non presentarsi a questi due appuntamenti equivarrebbe a vedere sgretolarsi gran parte dei sogni di rimonta. Senza quei 3.000 punti in palio tra Roma e Parigi, il divario con l’altoatesino diventerebbe incolmabile, consegnando di fatto a Sinner una poltrona di comando sempre più salda. Tuttavia, al di là delle mere cifre e della classifica, la preoccupazione maggiore resta quella legata alla salute fisica del ragazzo: il timore di una ricaduta o di un accanimento terapeutico è troppo alto per forzare i tempi.
Il silenzio e le parole di Alcaraz: “Devo ascoltare il mio ”
In questo clima di incertezza, le uniche parole che fanno da spartiacque sono quelle rilasciate a caldo dallo stesso giocatore. Alcaraz ha sottolineato come l’infortunio sia “più grave di quanto ci aspettassimo”, aggiungendo un concetto che sembra ormai la sua stella polare in questo momento delicato: “Devo ascoltare il mio corpo per evitare ripercussioni future”. Un approccio, questo, che testimonia la maturità del campione spagnolo, il quale, nonostante l’amarezza per dover saltare il secondo Masters 1000 consecutivo nella capitale iberica, ha scelto la prudenza. Per la cronaca, Alcaraz sarà comunque presente lunedì a Madrid per partecipare alla cerimonia dei Laureus Awards, una serata condotta da Novak Djokovic (anche lui out per infortunio a Madrid), dove presenzierà pur essendo costretto a rimanere lontano dal campo. Una presenza, quella al galà, che non fa che rimarcare la paradossale situazione di un campione fermo ai box, costretto a guardare i suoi rivali – primo fra tutti Sinner – allungare sul rettilineo che porta verso la terra rossa più prestigiosa del circuito.




