La corsa Champions è un rompicapo da 59mila soluzioni, l’algoritmo prova a fare chiarezza

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La matematica, si sa, non è un’opinione, ma nel calcio, dove la sfera è rotonda e il pallone, talvolta, non vuole entrare, le proiezioni statistiche diventano un esercizio di stile affascinante quanto aleatorio. Mentre i novanta minuti dell’ultimo turno infiammeranno gli stadi, un esercito di processori ha già processato i dati della Serie A per offrire una sorta di verdetto anticipato sulla lotta alla prossima Champions League. Ed ecco che l’algoritmo – quello utilizzato da Opta, per la precisione – sorride ai bianconeri, individuando nella Vecchia Signora la “terza forza” del campionato, nonostante la pressione di un plotone di inseguitori che sembra voler azzerare ogni gerarchia.

Per restituire un senso a questi 180 minuti decisivi, il cosiddetto “Predictor” ha simulato migliaia di volte il rush finale, tenendo conto delle serie storiche e dello stato di forma delle contendenti. Ne emerge una fotografia che vede la Juventus attestarsi a una proiezione di 72 punti, una quota che la accredita di un’affidabilità statistica del 74,71% per la qualificazione alla coppa dalle grandi orecchie. Dietro, però, il plotone si compatta in un abbraccio pericoloso: Milan e Roma viaggerebbero appaiate a 70 punti, con i rossoneri leggermente favoriti – un 59,17% di chance contro il 47,88% dei rivali – grazie alla miglior differenza reti negli scontri diretti.

Cinque squadre racchiuse in cinque punti, un’equazione dal risultato incerto

A due giornate dalla fine, la matematica semplice di una classifica ci dice che il Napoli comanda il mini-gruppo a 70 punti, la Juventus tallona con 68, mentre Milan e Roma condividono la terza casella a quota 67, con il sorprendente Como di Fàbregas che, a 65, non vuole restare a guardare. La sconfitta interna degli azzurri contro il Bologna ha letteralmente riacceso i riflettori su una corsa che sembrava ormai indirizzata, rimettendo in discussione anche la “sicurezza” della seconda posizione. Insomma, una forbice di appena cinque punti separa la seconda dalla sesta della classe; una circostanza, questa, che rende l’ultimo scampolo di campionato una scommessa totale.

La complessità della situazione, e qui sta la bellezza del calcio italiano, risiede nel numero vertiginoso di combinazioni possibili. Con due partite da giocare e così tanti incroci virtuali tra le prime cinque, gli scenari in caso di arrivo a pari punti sono molteplici. Secondo le elaborazioni che prendono in esame i singoli risultati, esistono più di 59mila combinazioni di pareggi e vittorie che potrebbero riscrivere la graduatoria finale. Un numero che sfiora l’infinito per una mente umana, ma che per i programmatori statistici è solo un’affascinante variazione sul tema.

Scontri diretti e differenza reti, i criteri che decideranno i verdetti europei

Se la zona Champions resterà un rebus fino all’ultimo respiro, lo si deve anche alla complessità dei criteri di spareggio. A differenza di altri campionati, in Italia l’eventuale classifica avulsa per i club appaiati in graduatoria si basa su una precisa gerarchia. Non basta segnare tanti gol, bisogna averli fatti nel momento giusto e contro l’avversario giusto. Analizzando la situazione attuale, la Juventus può vantare un leggero vantaggio negli scontri diretti su Roma e Milan, mentre il Como, sebbene distante in classifica, vanta una doppia vittoria proprio contro i bianconeri, un dettaglio che peserebbe come un macigno in caso di arrivo a pari punti proprio con i lariani.

Proprio la differenza reti, e in particolare quella negli scontri diretti tra le squadre coinvolte nel possibile mini-girone, potrebbe rivelarsi cruciale per squadre come il Milan. La squadra di Allegri, Reduce da una crisi di risultati preoccupante (appena 4 punti raccolti nelle ultime 6 giornate), conserva la possibilità di essere padrona del proprio destino. Vincendo le ultime due partite – la trasferta di Marassi contro il Genoa e la sfida casalinga al Cagliari – i rossoneri aggancerebbero quota 73 punti, costringendo le rivali a fare altrettanto e innescando il meccanismo degli spareggi matematici.

Il calendario, l’ago della bilancia di una volata senza fiato

I novanta minuti che ci separano dalla penultima giornata sono già un piccolo gioiello di programmazione: come ai vecchi tempi, si giocherà tutto in contemporanea, regalando quel romantico brivido del “pathos” sincronizzato che solo la Serie A sa offrire. Per una squadra come la Roma, reduce da una rimonta al cardiopalma contro il Parma (condita da un tapino finale da brividi), l’imminente stracittadina contro la Lazio rappresenta l’ultimo vero scoglio. Un derby, si sa, è sempre una partita a sé, e nella lotta per un posto in Champions, un passo falso potrebbe risultare letale per i sogni di gloria dei giallorossi di Gasperini.

Dall’altra parte, c’è un Como che ha già raggiunto l’agognata salvezza aritmetica e che ora gioca con la spensieratezza di chi non ha nulla da perdere. La squadra di Fabregas, forte di una differenza reti favorevole rispetto a molte dirette concorrenti, ospiterà il Parma al Sinigaglia per poi chiudere la sua cavalcata in trasferta a Cremona. Con soli due punti di ritardo dalla zona calda, e complice un calendario forse meno ostico rispetto a quello della Roma (che deve vedersela con la Lazio e poi col Verona), rappresenta l’incognita più affascinante di questo finale. Ogni risultato, ogni singolo gol, riscriverà il copione di una serie A che, nel suo spettacolo più cruento, ha deciso di tenere tutti col fiato sospeso fino all’ultimo secondo.

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