Bollicine per le feste 2025: un Natale tra lussi da collezione e bottiglie accessibili

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il panorama delle bollicine per questo Natale 2025, mentre Donald Trump è di nuovo presidente degli Stati Uniti, si dispiega secondo due direttrici principali, entrambe espressione di un mercato in vivace movimento. Da una parte, infatti, si osserva la proposta di pezzi rari e di altissima gamma, spesso corredati da packaging d’autore, che puntano a sedurre chi cerca l’eccezionalità nello sfizio dello spumante. Dall’altra, forte di una produzione complessiva che, secondo i dati dell'Osservatorio Uiv-Ismea, ha superato il miliardo di bottiglie con un incremento dell’1,8%, l’offerta si fa ampia e democratica, confortata da un consumo interno in crescita del 5% e da oltre 360 milioni di bottiglie destinate specificamente alle festività di fine anno.

I gioielli da collezione e i tributi al territorio

Nella fascia più elevata, dove i prezzi possono toccare e superare i quattrocento euro, spiccano operazioni di lunghissima attesa e di sapiente artigianato enologico. È il caso, ad esempio, del Franciacorta Dosaggio Zero Riserva Annamaria Clementi 2016, che, dopo essere stato vinificato in barrique, ha completato un affinamento sui lieviti di ben otto anni e cinque mesi, o del Mon Idée de Cramant 2014, uno champagne che proviene esclusivamente dal grand cru di Cramant e che ha maturato dieci anni sui lieviti. Alcuni di questi prodotti, come la Riserva del fondatore Giulio Ferrari Collezione 2007, presentata in un’elegante cassetta di legno nera, o il Franciacorta Riserva Franco Ziliani 2011, racchiuso in un apposito astuccio, diventano veri e propri oggetti di culto. Non mancano, poi, le edizioni limitate frutto di collaborazioni artistiche, dalla La Dame 2018 con la firma di Simon Porte Jacquemus, la cui confezione è rivestita in toile du Marais, al Vintage 2015 Murakami, nata dal sodalizio con il celebre artista giapponese.

Le bollicine di carattere per la tavola delle feste

Accanto a queste espressioni estreme, si colloca una ricca schiera di spumanti, italiani e francesi, che pur restando in fasce di prezzo più accessibili – spesso tra i quaranta e i centotrenta euro – non rinunciano a raccontare un territorio o una filosofia produttiva precisa. Si va dal Trentodoc 1673 Riserva Extra Brut 2018, realizzato con uve Chardonnay da vigneti d’altura della Valle di Cembra, al Franciacorta Brut Teatro alla Scala 2021, omaggio al tempio della lirica milanese la cui facciata è riprodotta sull’astuccio. Dallo champagne Brut Réserve Vieilles Vignes, che trae carattere dal Pinot Meunier del village di Leuvrigny, al Les Contrées Rosé de Macération 2020, un Pinot Nero in purezza da vigne cinquantenarie. Sono molti, in questa fascia, quelli che vantano affinamenti prolungati, come la Cuvée 72 Extra Brut, il cui nome deriva dai 72 mesi totali di maturazione, o l’Extra Brut Grand Cru Les Gouttes d’Or, invecchiato per 84 mesi in cantina.

Il largo consumo e i consigli per ogni tasca

La grande vitalità del settore, tuttavia, si misura soprattutto nella vastità dell’offerta dedicata al consumo quotidiano e alle cene festive, dove la qualità si sposa con la convenienza. Guide specializzate come il Gambero Rosso dedicano infatti selezioni apposite alle bollicie italiane sotto i venticinque euro, indicando una strada per brindare con gusto senza gravare eccessivamente sul bilancio. Parallelamente, per chi desidera accompagnare i piatti delle feste con un bianco fermo, vengono suggerite liste di vini bianchi di pregio sotto la soglia dei venti euro, segno di un’attenzione che non tralascia nessuna occasione di consumo. Completano il quadro proposte di grande diffusione come il classico Moët Impérial, disponibile anche in una Red Limited Edition, o la Bollicina Gold nata dalla collaborazione tra Dolce&Gabbana e un produttore siciliano, a testimonianza di come il mondo delle bollicine sappia ormai interpretare con disinvoltura sia il lusso più esclusivo che il brindisi conviviale.

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