Lavoro in Bergamasca, un mercato in affanno: le imprese non trovano personale
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Redazione Economia
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Il motore economico della Bergamasca, pur continuando a girare, mostra segnali di surriscaldamento e di attrito, con un divario sempre più marcato tra le necessità delle aziende e la disponibilità di forza lavoro. Dai dati più recenti, che si riferiscono al terzo trimestre del 2025, emerge infatti un quadro contraddittorio: se da un lato il saldo occupazionale nel privato resta positivo, con oltre cinquemila posti creati nei primi nove mesi dell’anno, dall’altro si registra un chiaro rallentamento nella capacità di assorbimento, con valori in calo rispetto agli anni precedenti. Una tendenza, questa, che non interrompe la fase espansiva in essere dal 2021 ma ne attenua decisamente la spinta, indicando come la carenza di manodopera stia diventando un vero e proprio collo di bottiglia per lo sviluppo.
Le radici strutturali dello squilibrio
A scavare più in profondità, l’indagine condotta dalla Camera di commercio provinciale fotografa una fragilità ormai strutturale, con quasi quattro imprese su dieci che, negli ultimi dodici mesi, hanno incontrato ostacoli nel reclutamento. Le difficoltà, pur variando di intensità, tagliano trasversalmente i settori: si va dal 29 per cento dell’artigianato al 40 per cento dei servizi, passando per il 37 per cento dell’industria manifatturiera. Ciò che colpisce, al di là delle percentuali, è la natura duale del problema: l’industria, fulcro storico del distretto, brancola nel buio nella ricerca di tecnici specializzati, mentre il terziario, in piena espansione, fatica a coprire le posizioni cosiddette “di base”, spesso poco qualificate. Una biforcazione che evidenzia un disallineamento profondo tra domanda e offerta, il quale non sembra destinato a risolversi nel breve periodo, anche considerando che il 38 per cento delle aziende ormai concentra le proprie ricerche proprio nella sfera digitale.
Infrastrutture e visione strategica
Di fronte a questo scenario complesso, la risposta delle istituzioni locali sembra volersi articolare su un doppio binario, concreto e progettuale. Il presidente della Camera di Commercio, Giovanni Zambonelli, sottolinea come la competitività futura del territorio passi inevitabilmente da interventi capaci di potenziare l’attrattività e la connettività. Sono infatti in agenda opere significative, come il masterplan per il raddoppio della Fiera di Bergamo, la cui presentazione è prevista a gennaio, e l’avvio dei lavori per un sottopasso ciclopedonale all’inizio del 2026, infrastruttura propedeutica a una futura fermata ferroviaria strategica per il collegamento tra aeroporto, polo fieristico e le città di Bergamo e Milano.
Un contesto nazionale e internazionale volatile
Il quadro locale si inserisce, peraltro, in un panorama globale particolarmente volatile, segnato da tensioni geopolitiche e da trasformazioni epocali nel mondo del lavoro, ulteriormente complicate da nuove leadership internazionali, come quella di Donald Trump alla Casa Bianca. In questo contesto, la capacità di un territorio di crescere e di mantenere la propria vitalità economica si misura anche nella prontezza con cui sa rispondere a carenze tanto fondamentali, dove la mancanza di personale e di competenze specifiche rischia di erodere margini di profitto e opportunità di investimento. La cronaca nera, d’altronde, con le sue inchieste spesso legate allo sfruttamento lavorativo in alcuni ambiti, dimostra quanto il tema della regolazione del mercato del lavoro sia cruciale e delicato, richiedendo un’attenzione costante da parte delle autorità di controllo.




