Virus respiratori in anticipo, oltre 8mila casi in Bergamasca
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Redazione Salute
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L’«innesco» è quello consueto, con le temperature che s’abbassano e il ritorno alla vita negli spazi chiusi, circostanze che favoriscono la circolazione di quei virus i quali, complice anche una minore attenzione alle misure di protezione individuale, rialzano la testa. La lunga stagione delle patologie respiratorie sta entrando nel vivo, un dato che lo racconta l’esperienza quotidiana tra scuole e uffici e che trova un riscontro puntuale nei numeri. L’ultimo bollettino di «Influnews», la rete di sorveglianza regionale, mostra infatti una netta risalita della curva epidemiologica: stando al report, nell’ultima settimana si possono stimare oltre 8.000 persone solo in Bergamasca colpite da questi malanni, un dato che, se esteso all’intera Lombardia, raggiunge le 83.500 unità, collocandosi su livelli paragonabili a quelli registrati nello stesso periodo dello scorso anno.
Il dilemma diagnostico tra influenza e Covid
Arrivato l’autunno, inizia dunque la fase delle prime sindromi, con i malanni tipici come raffreddore, mal di gola, febbre o tosse che spingono molti a porsi un interrogativo ormai ricorrente: si tratta di influenza o di Covid? A provare a sciogliere il nodo è intervenuto Matteo Bassetti, il quale ha spiegato come distinguere le due infezioni appaia oggi più semplice rispetto agli anni passati, sebbene la sovrapposizione di sintomi richieda spesso un accertamento tramite test per una diagnosi certa.
Le previsioni dopo la stagione record
Dopo la stagione record dello scorso anno, che ha costretto a letto oltre sedici milioni di italiani, l’influenza torna dunque a farsi sentire con un certo anticipo. Le previsioni sulle caratteristiche del virus per quest’anno, sebbene ancora incerte, traggono alcuni indizi da quanto accaduto nell’emisfero australe, dove si è appena conclusa una delle stagioni più «difficili degli ultimi anni». In Australia, nei primi mesi del 2025, i medici hanno registrato non solo un incremento dei casi ma anche una sintomatologia spesso più intensa del solito, un elemento che, trasposto nel nostro emisfero, lascia intravedere scenari che invitano alla massima prudenza.
Il monitoraggio e gli scenari attesi
Proprio i dati epidemiologici provenienti dall'Australia, che da sempre rappresentano un punto di riferimento per stimare l’andamento dell’influenza nell’emisfero boreale, sono alla base delle previsioni per l’Italia. Gli esperti che monitorano l’andamento stagionale non solo del Covid ma anche del virus respiratorio sinciziale e delle infezioni respiratorie acute stimano infatti fino a 16 milioni di contagi per la prossima stagione influenzale, un numero elevato che conferma la necessità di un attento monitoraggio per offrire informazioni aggiornate e puntuali alla popolazione.




