Legami, la fabbrica bergamasca delle emozioni che punta a 300 milioni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Visitare il quartier generale di Legami, ad Azzano San Paolo, è un po' come entrare nella fabbrica di cioccolato di Willy Wonka, se non fosse che qui, a farla da padrone, sono quaderni, matite e un'infinita varietà di articoli da regalo. Tra i più svariati accessori, che spaziano dai giochi ai portachiavi, non possono ovviamente mancare le iconiche penne cancellabili sormontate da animaletti, le quali, insieme al resto della produzione, hanno permesso all'azienda di crescere costantemente fino a puntare a superare i trecento milioni di ricavi con la chiusura del bilancio del 2025.
Un ambiente da start-up per un successo globale
Tutto, all'interno della sede, ricorda l'atmosfera dinamica e informale di una start-up: dal design industriale degli spazi, dove legno e metallo si combinano con armonia, ai divani accoglienti pensati per le pause dei duecentoventi dipendenti, che sono in larga parte donne e hanno un'età media di trentadue anni. Nella sala mensa, un tavolo da calcetto e un'enorme scritta al neon che recita «We are dreamers» completano un quadro volutamente lontano dai canoni aziendali più tradizionali, il quale, del resto, riflette una filosofia precisa. Fondata nel 2003 da Alberto Fassi, la società, il cui nome è ormai noto indipendentemente dalla sua pronuncia, porta i suoi cinquemila prodotti in oltre settanta Paesi nel mondo, definendosi non a caso "la fabbrica delle emozioni".
L'odore di cannella e il suono della creatività
Se ci si chiede come si lavori in un'azienda che fonda il proprio business sulla creatività, la risposta si può quasi percepire con i sensi: in sottofondo, infatti, suona sempre della musica e nell'aria si sente un distinto odore di cannella. Passeggiando per gli uffici, la sensazione predominante è proprio quella di un luogo dove l'ispirazione viene coltivata giorno dopo giorno, un ambiente studiato per stimolare quelle idee che hanno portato, tra le altre cose, al successo planetario delle cinghie per libri. Un'idea semplice, quella, che ha però dimostrato come, persino nell'era dell'intelligenza artificiale, il prodotto analogico, quando è ben concepito, continui a funzionare egregiamente.
La scommessa sul retail e una crescita costante
La strategia di Legami, che oggi punta con decisione sul retail, ha visto i propri ricavi raddoppiare nel corso degli anni, confermando la bontà di un modello che mescola innovazione e un tocco di nostalgia. Quella che produce non è semplice cartoleria, ma oggetti che suscitano meraviglia nei bambini e, al contempo, ricordano agli adulti l'importanza di non smettere mai di sognare. Un mondo a colori, insomma, che da un comune della provincia bergamasca riesce a parlare a un pubblico globale, dimostrando come il made in Italy sappia ancora stupire e conquistare il mercato.




