La Juventus chiude il semestre in rosso per 2,5 milioni, ma il patrimonio netto sale a 78 milioni grazie all’aumento di capitale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Consiglio di Amministrazione della Juventus Football Club, riunitosi sotto la presidenza di Gianluca Ferrero, ha dato il via libera alla relazione finanziaria semestrale relativa al periodo conclusosi il 31 dicembre 2025, un esame che ha evidenziato un quadro economico in chiaroscuro dove la contrazione dei ricavi, scesi a 260,6 milioni di euro con un decremento dell'11% rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente, ha portato a una perdita netta consolidata di 2,5 milioni -6-7. Questo risultato, pur rappresentando un peggioramento se paragonato all'utile di 16,9 milioni registrato dodici mesi prima, viene letto dalla dirigenza come sostanzialmente in linea con le previsioni di budget, considerando le variabili straordinarie che hanno caratterizzato l'avvio della stagione -7.

Ad influenzare negativamente i conti, come si evince dalla nota ufficiale diffusa dal club, è stata principalmente la diminuzione dei proventi derivanti dalla gestione dei diritti pluriennali dei calciatori, un capitolo che nel corso degli ultimi anni aveva spesso fornito un contributo significativo, seppur talvolta oggetto di dibattito in sede giudiziaria -2. A ciò si aggiunge un effetto puramente legato al calendario calcistico, con due partite casalinghe in meno disputate in campionato rispetto all'analogo semestre dell'anno precedente, fattore che ha inciso sui ricavi da gare e, marginalmente, su quelli da diritti audiovisivi; va però notato come tale flessione sia stata in parte compensata da un incremento delle entrate provenienti dal comparto sponsorizzazioni, segnale di una tenuta del brand su altri fronti -6-7.

L'impatto pesante dell'esonero di Tudor e gli accantonamenti straordinari

Nelle pieghe del documento contabile, un'attenzione particolare merita la voce che riguarda gli accantonamenti per oneri connessi all'interruzione anticipata dei rapporti di lavoro con il personale tesserato, una dicitura tecnica dietro cui si cela l'esonero dell'allenatore Igor Tudor, avvenuto nell'ottobre del 2025, e del suo staff -1-3. La decisione di sollevare dall'incarico il tecnico croato, subentrato a sua volta a Thiago Motta nella parte finale della stagione precedente, ha comportato un esborso non trascurabile, quantificabile in circa 8,3 milioni di euro, una cifra che ha evidentemente inciso sul risultato di periodo e che rappresenta una classica componente di costo non ricorrente, ma non per questo meno impattante -3-7. A complicare ulteriormente la situazione, sempre sotto il profilo dei costi del personale tecnico, vi è stato il successivo ingaggio di Luciano Spalletti, un professionista la cui venatura tecnica e il cui curriculum hanno evidentemente richiesto un investimento economico superiore rispetto al precedente allenatore, aggravando così il quadro rispetto alle previsioni iniziali di inizio stagione.

L'aumento di capitale da 67 milioni e il rafforzamento del patrimonio netto

Nonostante il rosso semestrale, il dato forse più significativo per la salute finanziaria a lungo termine del club bianconero risiede nella dinamica patrimoniale. Il patrimonio netto, infatti, ha fatto registrare un deciso balzo in avanti, attestandosi a 77,9 milioni di euro, un valore in netta crescita rispetto ai 13,2 milioni di fine giugno 2025 -2-7-8. Questo rafforzamento è da ricondursi direttamente all'ennesimo intervento della proprietà, con la controllante Exor che, insieme ad altri azionisti, ha sottoscritto un nuovo aumento di capitale da 67 milioni di euro portato a termine nel novembre del 2025 -7-10. Un'operazione, questa, che ha di fatto ricapitalizzato la società, ripianando in parte le perdite pregresse e fornendo le risorse necessarie per far fronte agli investimenti correnti, in particolare quelli legati al mercato dei calciatori e agli interventi strutturali sull'Allianz Stadium, seppur con un conseguente aumento dell'indebitamento finanziario netto, lievitato a 298,8 milioni -1-6-7.

Il valore della rosa e le strategie per il futuro economico

Un aspetto che la nota della Juventus tiene a sottolineare, forse per rassicurare gli investitori e gli stessi tifosi, riguarda il valore complessivo della rosa. Al 31 dicembre 2025, il valore contabile dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, ossia il costo storico dei cartellini ancora da ammortizzare, ammonta a 315 milioni di euro -6. Tuttavia, secondo le valutazioni effettuate con il supporto di advisor esterni, il potenziale valore di mercato di questi stessi giocatori risulterebbe essere significativamente superiore al valore di carico residuo iscritto a bilancio -6. Un margine teorico, questo, che potrebbe rivelarsi cruciale nelle future sessioni di calciomercato per generare quelle plusvalenze necessarie a ristabilire un equilibrio economico-finanziario che appare ancora lontano. La strada tracciata dal management, come emerso anche in passate comunicazioni, punta infatti al raggiungimento del break-even, ovvero del pareggio di bilancio, entro la fine della stagione 2026-2027, un obiettivo ambizioso che richiederà una combinazione vincente di risultati sportivi, che garantiscano la presenza stabile in Champions League, e di una gestione oculata dei costi, in un contesto normativo UEFA che continua a vigilare con attenzione sui conti dei club attraverso il Fair Play Finanziario -4-5.

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