Il conto salato dell’esonero di Tudor e l’ombra dell’Uefa: la Juventus chiude il semestre in rosso

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Consiglio di Amministrazione della Juventus, riunitosi nei giorni scorsi per l’esame dei dati contabili, ha dato il via libera alla relazione finanziaria relativa al primo semestre dell’esercizio 2025-2026, un documento che si è chiuso con una perdita consolidata di 2,5 milioni di euro. Il dato, se letto in controluce e confrontato con lo stesso periodo della stagione precedente, evidenzia un arretramento netto, considerando che dodici mesi fa il bilancio di metà annata aveva fatto registrare un attivo di 16,9 milioni: una differenza negativa, come spiegato dalla stessa nota del club, che ammonta complessivamente a 19,4 milioni. Una flessione che, nonostante i segnali di una razionalizzazione della spesa, riporta prepotentemente l’attenzione sulle difficoltà di gestione di un club che, sul piano industriale, sta ancora cercando un nuovo equilibrio.

Se è vero che i conti di una semestrale risentono spesso di voci straordinarie e di accantonamenti che ne distorto la lettura, in questo specifico caso un peso specifico rilevante lo hanno avuto gli oneri legati al cambio della guida tecnica. Nell’ottobre del 2025, la dirigenza bianconera aveva infatti sollevato dall’incarico Igor Tudor, il tecnico croato che era subentrato sulla panchina pochi mesi prima, e il cui rapporto con il club si è definitivamente risolto solo lo scorso 8 gennaio con la risoluzione contrattuale. Nelle pieghe del report finanziario, sotto la voce dedicata agli accantonamenti per interruzioni anticipate di rapporti di lavoro con il personale tesserato, trova spazio proprio la buonuscita corrisposta all’allenatore e al suo staff, una cifra che si aggira intorno agli 8,3 milioni di euro -2. Una somma importante, che ha inciso sulla formazione del passivo e che rappresenta l’ennesimo costo a fondo perduto per una società che, negli ultimi anni, ha già dovuto ammortizzare le risoluzioni di altri tecnici e dirigenti.

A complicare ulteriormente il quadro economico, e a proiettare un’ombra lunga sul futuro sportivo del club, si aggiunge la questione legata ai procedimenti UEFA. Secondo quanto riportato dal giornalista Paolo Ziliani, che da tempo segue le vicende giudiziarie del calcio italiano, la relazione finanziaria appena approvata conterrebbe di fatto la conferma di un’imminente sanzione disciplinare da parte del massimo organismo calcistico europeo. Ziliani, intervenuto sui propri canali social e ripreso da diverse testate, ha parlato di un provvedimento atteso per la fine di maggio, il quale potrebbe tradursi in una limitazione, se non in un blocco totale, della possibilità per la Juventus di inserire nuovi calciatori nelle liste per le competizioni europee. Il procedimento, aperto nei mesi scorsi, riguarderebbe la violazione dei parametri del cosiddetto football earnings rule nel triennio 2022-2025, e l’esito, a quanto si apprende, comporterebbe delle "manette ai polsi" del club in sede di mercato -3. Questo significherebbe che, a prescindere dalla competizione alla quale dovesse partecipare nella prossima stagione, la squadra dovrebbe affrontarla con l’organico attuale, senza possibilità di ritocchi.

I riflessi della classifica e l’importanza dell’Europa che conta

La prospettiva di un mercato estivo bloccato si intreccia pericolosamente con l’andamento altalenante della squadra in campionato. La qualificazione alla prossima Champions League, infatti, rappresenta non solo un obiettivo sportivo ma una vera e propria àncora di salvezza per i piani industriali del club, come del resto dichiarato più volte dal management. Attualmente la squadra occupa una posizione di classifica che rende la rincorsa al quarto posto tutt’altro che scontata, e una mancata partecipazione alla massima competizione europea avrebbe ripercussioni devastanti su un bilancio già in bilico. La perdita dei circa 55-65 milioni di euro garantiti dalla Uefa tra bonus di partecipazione, ranking storico e market pool, sommati agli incassi da stadio e alle clausole contrattuali legate agli sponsor, renderebbe la situazione finanziaria ancor più complicata da gestire -4.

La sostituzione di Tudor con Luciano Spalletti, un allenatore pagato profumatamente per un contratto di soli otto mesi, era stata pensata proprio per raddrizzare una barca che aveva preso acqua e per centrare quel piazzamento in zona Champions considerato vitale. Un investimento, quello per il tecnico toscano, che però si è andato a sommare alle voci di costo già esistenti, creando una sorta di ingolfamento della voce stipendi per quanto riguarda la panchina. Alla luce delle ultime rivelazioni, il rischio concreto è che lo sforzo fatto per invertire la rotta possa rivelarsi vano, qualora l’Uefa dovesse effettivamente impedire alla società di rinforzare la rosa in estate, condannandola di fatto all’immobilismo tecnico. Un quadro, questo, che gli azionisti e i vertici del club dovranno affrontare nelle prossime settimane, mentre la squadra è chiamata a ottenere risultati sul campo per non vanificare ogni sforzo.

Description: La Juventus chiude il semestre in rosso di 2,5 milioni: pesa l’esonero di Tudor con una buonuscita da 8,3 milioni. Sul club incombe una possibile sanzione UEFA con limitazioni al mercato.

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