Napoli, l’ombra dell’alcol sulle strisce: dieci anni dopo la legge, l’incubo dell’omicidio stradale si ripete

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Scattato l’arresto, con l’accusa di omicidio stradale plurimo aggravato, per l’uomo di 34 anni che domenica sera era al volante della sua Mercedes. Un mezzo che, nella sua corsa folle, ha travolto e ucciso due donne che stavano attraversando la strada, regolarmente, sulle strisce pedonali a Napoli. L’incidente, avvenuto in un’area ad alta densità di passaggio come corso Garibaldi all’altezza di Porta Nolana, ha avuto conseguenze immediatamente letali: Zhanna Rubaka, 58 anni, è deceduta poco dopo l’impatto a causa della gravità delle ferite riportate, mentre Oksana Kotlova, 52 anni, è stata trasportata d’urgenza all’Ospedale del Mare. Lì i medici hanno tentato invano di salvarle la vita, spezzata dall’urto con una vettura condotta da un guidatore che, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe i gravi sintomi dell’abuso di alcol.

Le immagini delle telecamere di videosorveglianza, quelle che in queste ore stanno facendo il giro della città, hanno restituito la cronaca fredda e inarrestabile di quegli ultimi istanti. La visione – che mostra i momenti immediatamente precedenti all’impatto – è diventata parte integrante di un fascicolo che ora pesa come un macigno sul conducente della Mercedes, risultato positivo all’alcol test. L’impianto accusatorio si fonda proprio su questa combinazione: l’alterazione dovuta all’alcol e la flagranza di reato, in un contesto urbano dove le strisce pedonali rappresentano il confine ultimo tra la sicurezza del cittadino e il rischio dell’asfalto. Si parla, nelle carte degli inquirenti, di omicidio stradale plurimo, un reato per il quale il codice prevede pene severe specialmente quando, come in questo caso, si configurano le aggravanti della guida in stato di ebbrezza e dell’investimento di più persone.

Sono passati ormai dieci anni dalla legge che introdusse nel nostro ordinamento il reato di omicidio stradale, un provvedimento pensato per colmare un vuoto normativo che fino ad allora relegava queste tragedie a meri incidenti colposi. La ricorrenza, in questi giorni, viene inevitabilmente rievocata dalla dinamica di quanto accaduto domenica sera: un uomo ubriaco che perde il controllo del mezzo, due vite stroncate mentre tentavano di attraversare. A distanza di un decennio dall’approvazione della legge, l’efficacia delle misure repressive torna a confrontarsi con la realtà dei fatti, con i numeri di una piaga che insiste a mietere vittime. Il deputato di Avs Francesco Borrelli ha parlato di “strage silenziosa”, chiedendo interventi immediati per un fenomeno che, nonostante l’inasprimento delle pene, non accenna a diminuire nella sua frequenza più violenta.

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